Ing. Piero Barbieri Genova/Milano
Vaso do Centuripe III secolo A. C., diam. cm. 47 – alt. cm. 78. Decorazione a rilievo con tracce di pittura e di doratura
 
Ditta "Guido Bartolozzi" Firenze
Giovanni Della Robbia (1469-1529). Statua in terracotta invetriata policroma. "Madonna con Bambino"
 
Galleria Luigi bellini di Giuseppe e Mario Bellini Firenze
Girolamo Campagna
(1552-1623).
"Venere" e "Adone". Cm 52
 
Callieux
Paris (Francia)
Alessandro Magnasco
(1667-1749).
"Monaci in preghiera".
Dipinto su tela cm. 72X56
 
F. Roux- Devillas
Paris (Francia)
Curiosità scientifiche
 
Antonacci Efrati
Roma
Specchiera in legno scolpito, intagliato e dorato.
Arte francese metà secolo XVIII
 
Vittorio Frascione
Firenze
Antonio Van Dyck (1599-1641). "Diana e Adone".
(Buechard-Voss-Longhi)
 
Galerie Koller
Zurich (Svizzera)
Orologio da tavolo automatico con 2 uccelli cantanri.
Firmato da Courvoisier & Comp. (La-Chaux-de-Fonds).
Epoca Luigi XVI
 
J. Kugel
Paris (Francia)
Coppia di zuppiere in forma di pappagalli.
Maiolica d'Angarano del secolo XVIII
 
Tihomir Miler
Firenze
Maestro fiornetino del secolo XIV. "Incoronazione della Vergine e Santi"
 
Vincenzo Parisio
Bologna
Trumeau in legno di noce e radica scolpito. Venezia
prima metà del secolo XVIII
 

 
Francesco Queirazza
Milano
Credenza Lombardo-Veneta a due corpi. Secolo XVIII
cm. 255X60 – alt. cm. 200
 
Tullio Silva
Milano
Quattro statue in terracotta, policrome, rappresentanti quattro maschere della Commedia dell'Arte.
Venezia – secolo XVIII

 

 

III BIENNALE MOSTRA MERCATO INTERNAZIONALE DELL'ANRIQUARIATO

 Città di Firenze

Palazzo Strozzi 14 Settembre - 14 Ottobre 1963

 

Elenco Espositori

Comitato Esecutivo

« CI RIVEDREMO A FIRENZE... » di Giuseppe Bellini

Siamo di nuovo riuniti qui - amici antiquari, amici collezionisti, amici appassionati di antichità - dietro lo storico bugnato di Palazzo Strozzi, in mezzo a migliaia di oggetti preziosi, di rare testimonianze del civile cammino dell'uomo, che abbiamo scoperto, o fermato nel loro eterno vagabondare, restaurato, salvato, valorizzato, e che ora proponiamo non soltanto al mercato ma anche alla pura ammirazione, al piacere estetico, del mondo intero.

Siamo di nuovo qui - in un palazzo ormai familiare agli espositori italiani e stranieri come la galleria che hanno lasciato a Milano o a Roma, a Genova o a Venezia, a Parigi o a Londra, a Bruxelles o ad Amsterdam - e questa è la migliore, e più confortante, conferma della buona salute, della forza di attrazione, della vitalità di questa mostra internazionale dell'antiquariato che i fiorentini vollero come un omaggio sia alla tradizione artistica e artigianale della loro città, sia alle idee universali che Firenze, nei secoli, tenne sempre a battesimo.

Forse gli amici ed ospiti di oltre confine sono i migliori testimoni di quanto affermo con legittimo orgoglio di antiquario e di cittadino: la mostra di Palazzo Strozzi ha aggiunto ancora una freccia onorifica alle innumerevoli che furono scoccate in ogni tempo dal suggestivo arco delle nostre colline.

Il nome di Firenze è andato di nuovo nel mondo, sempre significando equilibrato punto d'incontro di storie e civiltà diverse, corrente inarrestabile di pensiero, naturale approdo del buon gusto e della sensibilità, appassionato legame con il passato, strada comune tracciata per il futuro.

« Ci vedremo a Firenze... ». Una frase ormai familiare - anche se pronunziata in lingue diverse - per me e mio fratello Mario nei molti viaggi che abbiamo fatto, in questi ultimi anni, un po' in ogni parte, vicina e lontana, del globo. Ci vedremo a Firenze, alla mostra. Una frase breve, ma significativa, che ci ha inseguito dall'India, alla Cina, al Giappone..all'America, in tutte le città dell'Europa, facendoci provare la nostalgia della patria, riportandoci col pensiero sulle rive dell'Amo, ad ogni latitudine.

Il mondo è grande, Firenze è piccola. Ma il pensiero non si misura in metri quadrati, supera la ristrettezza delle mura, si espande talvolta - come la cupola di un cielo - su tutte le genti.

Questo mi sembra - al di sopra e al di fuori di ogni, pur legittimo, interesse a veder vivificato il mercato dell'arte - il vero significato di questa grande mostra fiorentina e internazionale, così come lo intese mio padre quando molti anni fa si adoperò perché nascesse all'ombra del campanile di Giotto, così come lo intendiamo noi che abbiamo cercato di realizzarla con tutta la passione -se non la perizia - di cui siamo capaci, con il contributo dei più illustri collaboratori, e sotto gli occhi di una città che è attenta e gelosa ogni qualvolta si spenda il prestigio del suo antico nome.

Mercato sì, ma anche e soprattutto omaggio alla materia che fu illuminata, nobilitata, dalla scintilla del genio, dalla intuizione dell'arte, dalla mano di un grande maestro, dalla passione di un oscuro artigiano. Una mostra che già di per se stessa è una manifestazione artistica e culturale, un rifugio di valori spirituali nel turbinoso mondo della tecnica, e alla quale fanno corona non poche iniziative, del tutto estranee a un intento di sapore mercantilistico, e intese piuttosto a propagandare l'amore per il bello, il rispetto della tradizione, un più frequente, amoroso, contatto con le opere dello spirito.

La mostra vede riuniti gli antiquari italiani (è stata anzi una felice occasione per fissare Più chiaramente il cammino da percorrere insieme negli anni che verranno) ed ospita nelle sue sale molte tra le Più illustri firme dell'antiquariato d'oltre confine, colleghi nella professione, fratelli nelle emozioni, nelle suggestioni, nelle colte e appassionate ricerche, nella febbre che ci accompagna, nel desiderio della perfezione.

Mostra aperta a tutti, così come è aperta a tutti l'arte. E il«là» dato da Firenze – porto tradizionale per navi di ogni bandiera - ha suscitato vasta eco di consensi, ha suggerito un fiorire di analoghe iniziative di cui vedremo con piacere, e tra non molto tempo, i primi frutti. Mentre il mondo intero cerca la pacifica coesistenza, non è male ricordare che l'arte ha già firmato da tempo i suoi trattati di amicizia, e che è sempre stata una solida base dei più felici e fecondi rapporti tra i popoli. Quello che fu un sogno del passato è la realtà del presente. Siamo alla terza biennale.

Si aprono i battenti di Palazzo Strozzi, la folla varca l'ingresso, va a far visita ai capolavori di tutto il mondo, darà un giudizio - amici antiquari - sul nostro gusto e sulle nostre fatiche. Nella emozione e nella commozione di questo momento, vissuto infinite volte nelle preoccupazioni, nei dubbi negli inevitabili scoramenti dell'organizzazione e dell'attesa, mi auguro - quale unica e valida conferma di un nuovo successo -di poter ancora ascoltare, lontano dalle rive dell'Arno, negli anni futuri, quella brevissima frase - « Ci rivedremo a Firenze... » - che costituisce indubbiamente il miglior premio per noie il migliore augurio per tutti.

 
L. Orselli- Fienze
Specchiera su ordinazione della famiglia Medin. Venezia
Metà del secolo XVIII
Galerie Pardo – Paris (Francia)
Jean Brueghel (detto dei Velluti.
(Scuola fiamminga 1568-1625).
 "Fiori nel vaso". Dipinto su tavola cm. 46X33,5
Premsela &Hamburger
Amsterdam (Olanda)
Grande coppa cristallo di roccia con montatura argento dorato.
Fine secolo XVI. Ex. Coll. Lady Astor
 
Schretler en Bunschoten
Amsterdam (Olanda)
Terracotta di cultura Jalisco (Nayarit).
Messico – circa secolo I. Alt. cm. 50
 
Galleria D'Arte Bruno Vangelisti – Lucca
Stipo in due corpi "a bambocci" in legno di noce. Secolo XVI. Mobile 105x0,55x102. Stipo a. 0,70

 

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Galleria Luigi bellini di Giuseppe e Mario Bellini Firenze
Matteo di Giovanni
(1435-1495).
"Madonna con Bambino tra i Santi Giovanni, Battista e Girolamo".
Dipinto su tavola cm. 78X53
 
Alain Brieux
Paris (Francia)
Cannocchiale astronomico
(firmato da Sautter).
Parigi – verso il 1830
 
Giovanni Bruzzichelli
Firenze
Due mobili in leno di noce intagliati e lumeggiati d'oro.
Firenze – seconda metà del 500
 
Leone Cei & Figli
Firenze
Zenobio Macchiavelli
(Firenze 1418-1479).
Madonna con Santi e donatore
 
Carlo De Carlo
Firenze
Antonio Barili (Siena 1453-1517). Portacero in legno di noce alto cm 70
 
Pietro Dini
Montecatini Terme
Mobilino in legno laccato verde e lumeggiature d'oro
 
Alex Finck
Bruxelles (Belgio)
Jan Van Kessel (Anversa 1626-1679). Ghirlanda di fiori – rame cm. 80X60
 
Galerie Pardo
Paris (Francia)
Jean-Honoré Fragonard
(Scuola francese 1732-1806).
"Testa di vecchio".
Dipinto su tela cm. 44,5x32
 
Galerie Koller
Zurich (Svizzera)
Orologio da tavolo automatico di Mathiew Boulton con 7 miniature di W. H. Graft.
Inghilterra
fine del secolo XVIII
(Dal tesoro di Marajà di Hyderabad)
 
Nella Longari
Milano
Scultura lignea "Oratore".
Arte Tedesca secolo XVI, cm. 52X52
 
Margherita Pozzi
Milano
Orologio tedesco del 500 in bronzo dorato con meridiana e bussola.
Alt. cm. 8,5 – Largh. cm. 9
 
Robert Finck
Bruxelles (Belgio)
Maestro di Hoogstraeten
(Prima metà del secolo XVI).
"La famiglia della Vergine".
 Tavola cm. 117X86

Antichità V. Trois
Venezia
Francesco Fontebasso
(Venezia 1709-1769).
2 schienali da panca d'ingresso (Stemma Badoer).
Venezia prima metà del secolo XVIII, alt. cm. 239 – largh. cm. 350 – base cm. 290