Galerie De Jonckheere - Parigi
Balthasar van der Ast
(Midelberg 1593 ca. - Delft 1657)
"Natura morta con paniere di frutta e vaso di fiori"
 olio su tela
cm. 28,5 x 40
Siglato e datato in basso a sinistra sulla mensola: BVA 1623.
 
Cesare Lampronti antichità - Roma
Francois de Nome detto Monsù Desiderio
(attivo a Napoli nella prima metà del XVII secolo)
"L'imbarco di Agrippa con le ceneri di Germanico"
olio su tela, cm. 85 x 146.
Primo quarto del XVII secolo
 
Luigi Anton Laura Antiquaire
 Montecarlo
Pierre Gole (Golle, Goler)
(Olanda 1620 - Parigi 1684)
Stipo listrato e intarsiato in ebano e legni vari, con abbellimenti in avorio e metallo, h. cm. 162 x 115 x 41.
Parigi, metà del XVII secolo
 
Nella Longari - Milano
"Testa di Cristo o di un Apostolo" frammento di una statua in marmo bianco, h. cm. 23
Siena, inizi del XVI secolo
 
Mares di Mariangela Calisti - Pavia
Sirio Tofanari (Firenze 1886 - ?)
"Aquila in atto di spiccare il volo", bronzo a cera persa su base in bronzo, h. cm. 220, 1920 ca.
Firmato dietro l'animale: Sirio Tofanari
 
Antichità Marianelli Enzo & Figlio
 Firenze
"I Santi Francesco e Girolamo"
 tempera su tavola fondo oro
cm. 28x10
Scuola Senese
seconda metà del XIV secolo
 
Perotto Antichità - Milano
Due figure di guardiani dei templi (Duarapala), legno laccato e dorato
h. cm. 106 ca.
Cina, dinastia Ming
(1368 - 1644), XVI secolo
 
Galleria Previtali - Bergamo
Leandro da Ponte detto il Bassano (Bassano 1557 - Venezia 1622)
"La caccia", olio su tela, cm. 86 x 138,5.
Firmato in basso sulla pietra: Leandro/ a ponte/ bass,is /F. inedito
 
Silbernagl Volker & Erwin
Milano
Giovanni Boldini
(Ferrara 1842 - Parigi 1931)
"Ritratto di Pedro e Luis Subercaseaux", olio su tela, cm. 134,6 x 125,7.
Firmato e datato in basso a destra: Boldini 1887
 
Galleria d'Arte La Stanzina
Firenze
Plinio Nomellini
(Livorno 1866 - Firenze 1943)
"I Bagnanti", olio su tela
cm. 67x79 - 1891 circa.
Firmato in basso a destra:
P. Nomellini. Inedito

 

 

 

 

 

 
Città di Firenze
XVII Biennale Mostra Mercato
Internazionale dell’Antiquariato
Palazzo Strozzi
21 Settembre – 9 Ottobre 1991

Elenco Espositori
 
Comitato Direttivo

LA POLITICA CULTURALE DI UN ISTITUTO BANCARIO di Lapo Mazzei – Presidente della Cassa di Risparmio di Firenze

Alla base del costante allargamento del mercato dell'arte vi è senz'altro l'accresciuto benessere, ma è certamente la diffusione della cultura storico-artistica a spingere la domanda per quei beni in cui sono incorporati i frammenti di storia. Una storia scandita dalle tappe della creatività artistica e delle capaci­tà artigianali le quali hanno, per lungo tempo, contribuito a determinare le possibilità espressive dell'ar­te ed a gettare le basi della produzione moderna.

L'arte, d'altro canto, ha potuto conoscere particolare fortuna là dove il sistema economico ha consenti­to lo sviluppo dei fenomeni di mecenatismo e lo svincolarsi del mercato dalle logiche troppo meccaniche della domanda e della offerta. Ravvivata dal sorgere delle tendenze, dal mutare delle mode, e dalla cre­scita di nuove curiosità culturali, l'attenzione per l'arte si è potuta spostare su stili, periodi ed epoche anche lontani, in un processo di rivalutazione in cui ogni stile e forma d'espressione artistica hanno po­tuto assumere quelle dignità e considerazione che spetta loro se non altro in quanto sintesi della sensibi­lità e degl'interessi di un'epoca.

L'arte infatti non nasce nel deserto, essa è l'espressione dei fermenti spirituali ed intellettuali - ma an­che materiali e tecnici - di una civiltà. E la civiltà europea ed occidentale ha per l'appunto individuato nel mercato, come luogo d'incontro delle libere iniziative e volontà individuali, la forma più efficace per la produzione e distribuzione delle risorse. Il mondo dell'arte e quello dell'impresa sono in realtà molto più vicini di quanto comunemente si creda, nascono e si sviluppano grazie all'impulso creativo individuale.

L'impresa crea e migliora i prodotti, a volte sollecitando il mercato alla crescita di domande affatto nuove, ma sempre cercando di interpre­tare i bisogni del momento. L'artista, per parte sua, ha il compito d'interpretare, attraverso la sua ope­ra, i sentimenti e le sensazioni diffuse dell'epoca in cui vive. Questo legame funzionale tra arte, impresa e mercato ebbe proprio in Firenze uno dei suoi momenti più alti. Le risorse accumulate da uno dei primi centri dell'economia moderna seppero con generosità riversarsi nella produzione artistica. In essa mercanti e potenti cercarono di soddisfare le loro aspirazioni intellettuali od il loro desiderio di bellezza. Le loro aspirazioni, le possibilità del sistema di cui erano espressione e le capacità artistico-artigianali di cui l'Italia e la Toscana erano ricche, fecero di Firenze un faro di civiltà.

Oggi, il legame tra arte, impresa e società si perpetua, rinnovato nei soggetti e nei modi, ma continua ad avere nell'iniziativa e nella volontà individuali i suoi veri propulsori. Ed è certo compito di indubbia rilevanza sociale conoscere e valorizzare la quantità enorme di tesori artistici che, se non accortamente protetti, rischiano di scomparire. In quest'opera di fondamentale importanza - soprattutto in un Paese come il nostro - il mercato può, se ben indirizzato, dare un contributo rilevante, mentre l'impresa ­con le aspettative di legittimi ritorni d'immagine - può sempre più sostenere il ruolo, «mutatis mutan­dis », di moderno mecenate.

Firenze conserva vestigia e suggestioni di un glorioso passato che, unite ad adeguate capacità espositive ne fanno una «vetrina» d'importanza e richiamo mondiali: una funzione per cui si rivela indispensabile anche la presenza di un artigianato ancora fiorente e vitale. Un artigianato che ha nel restauro uno dei suoi punti fermi. E nel restauro Firenze ormai fa «scuola» con le più moderne tecniche messe a disposi­zione dalla ricerca scientifica, richiamando ogni anno studenti e studiosi da tutto il mondo.

Anche per questo la «Biennale» deve continuare a crescere; per fornire un riferimento costante per la critica e per il mercato e mettere a punto, contemporaneamente, queste grandi capacità artigianali. Certo, bisogna riconoscere che la città deve confrontarsi con non pochi problemi; ma quale città d'arte con ambizioni di crescita non ha problemi da risolvere? D'altro canto la realtà europea ed internaziona­le in cui l'Italia si deve gioco forza inserire richiederà necessariamente sforzi di sviluppo e di adeguamento.

La Cassa di Risparmio di Firenze opera quotidianamente in questa composita realtà: come impresa ban­caria ne conosce le esigenze finanziarie e ne sostiene le istanze di sviluppo. Ma come banca di Firenze e della Toscana vuole anche essere presenza significativa nel rapporto tra economia ed arte. A questo fine ha sviluppato nel corso degli anni una serie di interventi tesi a valorizzare ed accrescere il patrimonio artistico della città. Le linee di questi interventi si sono andate sviluppando secondo tre direttrici fondamentali: l'acquisizione, il restauro e l'editoria.

Impegnarsi sul fronte della salvaguardia e del restauro delle opere d'arte non ט, in Toscana, compito semplice. Troppe sarebbero le occasioni e le necessità (cui la mano pubblica non puע porre riparo), la Cassa ha saputo affrontare molte imprese complesse, tra l'altro, ricordiamo gli impegni per le vetrate del Duomo, per la Sagrestia delle Messe nel Duomo di Firenze, per il Chiostro di Ognissanti, per il Museo di Storia della Scienza, imprese che richiedono, oltre che risorse finanziarie, anche organizzazione, coordinamento e, soprattutto, pazienti attese per risultati che non si possono attendere nei normali «tempi» dei cicli d'impresa.

Per quanto riguarda l'acquisizione in proprio delle opere, questa si rende spesso necessaria quando le opere corrono il rischio di essere irrimediabilmente allontanate dalla loro sede naturale o deteriorate da una cattiva conservazione. L'acquisto non si configura quindi come una semplice operazione commerciale, ma rientra piuttosto in una vera e propria politica di salvaguardia delle opere nell'interesse collettivo. Un esempio ט fornito dal recente acquisto, a Londra, di un' opera che molti ritenevano perduta; l'affresco de«La Pietà degli Albizi» del Perugino. Anche qui si ט dovuto procedere ad una lunga e complessa operazione di restauro che ha perע restituito, nel primitivo splendore, un'opera di cui Firenze lamentava la scomparsa ormai dal secolo scorso.

L'editoria, infine, risponde ad una consolidata tradizione della Cassa di Risparmio di Firenze, ed anche alla necessità di una divulgazione di indiscussa qualità. L'editoria adempie infatti alla funzione di comunicare - e anche in molti casi di inventariare - non solo ciע che deve essere conosciuto al grande pubblico, ma anche, a volte, ciע che deve essere correttamente proposto agli «addetti ai lavori». Perciò la Cassa ha approntato interventi organici e di largo respiro, ne sono esempio, tra l'altro, le due collane sulle Chiese fiorentine e sui Musei cosiddetti «minori» della Toscana.

La «Biennale dell' Antiquariato» rientra a pieno titolo in questo vasto impegno. Quella di Palazzo Strozzi ט infatti una mostra che piש di ogni altra collega idealmente e fattivamente il mondo dell'arte, del mercato e dell'artigianato, in una realtà che da sempre ט stata strettamente unita.

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    Jorge Juan Galeria de Arte Madrid
    Rubens Santoro
    (Cosenza 1859 - Napoli 1942)
    "Santa Maria della Salute"
     olio su tela, cm. 73 x 60
    Firmato in basso a destra: Rubens Santoro
     
    Gallery Kekko Ltd. - Toronto
    Giovanni Battista Tiepolo (Venezia 1696 - Madrid 1770)
    "Testa di ragazzo di profilo con studio di mani giunte"
    (recto)
     "Studio di panneggi"
    (verso)
    matita nera, rialzi di gesso bianco su carta marroncina, mm.285 x 218
    Il disegno si può datare intorno al 1726 in base al confronto con gli affreschi del Palazzo Patriarcale di Udine realizzati dal Tiepolo in quell'anno.
    Già collezione del Conte Giacomo Carrara
     
    Nicoletta Lebole
     Arezzo - Roma
    Meyn Georg Ludwig
    (Berlino 1859 - 1920)
    "Ritratto di Geraldine Farrar"
    olio su tela, cm. 140 x 103.
    In alto, "Geraldine Farrar", firmato sotto il divano, accanto alla veste: Meyn Georg Ludwig
     
    Gianfranco Luzzetti Antichità Firenze
    Andrea della Robbia
    (Firenze 1435 - 1525)
    "Madonna col Bambino"
    rilievo in terracotta policroma invetriata
    cm. 136 x 87,7
    1490 ca
     
    Antichità Moretti Alfredo
    Prato - Firenze
    Benedetto Bonfigli
    (documentato dal 1445 a Perugia dove muore nel 1496)
    e Bartolomeo Caporali (documentato dal 1445 a Perugia dove muore nel 1505)
    "Miracolo di San Pietro Martire", tempera su tavola, cm. 23,5 x 53,3
     
    Galleria Parronchi - Firenze
    Silvestro Lega
    (Modigliana 1826 - Firenze 1895)
    "Profilo di donna con cappello", pastello e tempera su carta
    cm. 57 x 42.
    1887 - 1890 ca
    Firmato in basso a destra: S. Lega
     
     Giovanni Pratesi Antichità - Firenze
    Lorenzo Fratellini
    (Firenze 1694 - 1729)
    "Veduta di Portoferraio"
    olio su tela, cm. 164 x 257.
    Terzo decennio del XVII secolo
     
     
    Alessandro Romano - Firenze
    Modello per la facciata di una chiesa in legno scolpito e intagliato
    cm. 120 x 83.
    XVII - XVIII secolo
     
    Antichità Tullio Silva - Padova
    Tavolino e sedia (di una coppia) in legno scolpito, intagliato e laccato a motivi di viticci; tavolino, h. cm. 79 x 84 x 56; sedia, h. cm. 86 x 42
    Venezia, seconda metà del XVIII secolo