Gianantonio Aliprandi  Milano
Filosofo
Scultura lignea con tracce di policromia, h. cm. 110
Italia del nord, sec. XVI
 
Angelo Bianchini
Roma
Vicolo romano con popolane
Acquerello su cartone
cm. 34x51
Firmato Pio Joris
 
Govetosa Boranga
 Padova
Grande conca ovale, battuta a sbalzo e baccellata, rame
Toscana, sec. XVI
 
Calabrò e Colasanti
Roma
Bracciale in oro giallo, turchesi, taglio cabochon, rubini, zaffiri e brillanti.
Francia 1940
 
Il Cenacolo
Ravenna
Scuola spagnola, attribuito a Luis Tristan (1586 – 1640)
Ritratto di nobiluomo
Olio su tela, cm. 104x91
 
Bruno Colombara Albignasego (PD)
Mobile a bambocci in noce.
Arte genovese, fine sec. XVI

 

 

XXVIII Mostra Mercato Nazionale del Mobile Antico

Città di Cortona

Palazzo Vagnotti
25 Agosto - 16 Settembre 1990
 

Elenco Espositori

Comitato Direttivo

IL FUTURO HA UN CUORE ANTICO

di IVAN BRUSCHI, PRESIDENTE DEL COMITATO DIRETTIVO DELLA XXVIII MOSTRA NAZIONALE DEL MOBILE ANTICO

Per la ventottesima volta riapriamo questa nostra rassegna. È un lungo percorso fatto di passate vicende, di piacevoli amicizie e di dolorosi ricordi per dei nostri colleghi oggi, purtroppo scomparsi. Però il gruppo iniziale si è mantenuto saldo ed è la più bella dimostrazione della validità di questa iniziativa che ha fatto dei passi sempre in avanti, serenamente, con continuità, senza le smargiassate e i finti clamori tanto in uso oggi.

Vorrei aggiungere che non si tratta soltanto di una semplice sequenza di vicende innumerevoli, iscritte piacevolmente nei ricordi di queste vecchie mura ma, in noi è rimasto qualcosa di più: un esperienza costruttiva, un apprendimento e un progresso culturale, messo insieme da quando, più giovani, inesperti e alle prime armi, siamo entrati in contatto, per la prima volta, con il mondo dell'Antico.

Abbiamo scoperto così un nuovo alfabeto dell'estetica del passato, formatosi non sui libri di storia, ma nella vita e nella reale esistenza dell'uomo e della sua creatività: una porta insomma che ci ha permesso di entrare direttamente nel passato in maniera facile e più accessibile. Abbiamo così imparato a guardare meglio l'oggetto e c'è stato, in effetti, un progressivo miglioramento nel nostro mondo delle analisi con il desiderio di ridare all'oggetto stesso il vero senso della realtà, togliendolo dalla staticità caratteristica del reperto soltanto da vedere ed estraneo alla vita stessa, per immergerlo nuovamente nel quotidiano del nostro vivere, e divenire ancora un oggetto sapiente e non più muto.

Un contributo quindi, se pur modesto, alla grande indagine antiquariale, un nuovo gradino nel lento incedere e avvicinarsi alla verità storica, facendo tra l'altro saltare i già tanti condizionamenti che ci avevano tenuto fermi e prigionieri in una indagine deteriorata dai falsi preconcetti, troppo semplicistici e relativi: “scoprire da noi" è divenuto il nostro motto.

Ci siamo pure resi conto che, come la creazione è sempre in atto, così anche la vecchiaia delle cose purtroppo avanza progressivamente e che quindi esse deperiscono di anno in anno, anche se in tempi diversi.

Non esiste antichità statica, ma invecchiamento progressivo e sta a noi limitarlo o ritardarlo senza ulteriori danneggiamenti, frenando e correggendo anche l' attività di certi restauratori irresponsabili, fortunatamente oggi rimasti pochi. Studio, quindi, dei vari materiali, dei loro assemblaggi sia iniziali che posteriori, delle località tecniche e stilistiche allora in uso.

Togliere così sapientemente l'aggiunto e il superfluo, ritrovando la luce al nascosto e capovolgendo credenze e modi di restauro, oggi superati.

Allora considerando così l'oggetto antico, questo portatore di memorie, con occhi nuovi, scendiamo nella sua realtà più profonda e scopriamo come esso, costruito ai suoi tempi con assoluta coerenza intellettuale e trasparenza di linguaggio, non esaurisce più oggi i propri argomenti nello spazio e nel tempo che rappresenta, ma coinvolge noi pure che lo guardiamo con un'ottica nuova.

In tal modo ci siamo resi conto finalmente che solo l'esercizio quotidiano di indagine ci porta ad accertare la realtà, al di là di ogni teorizzazione astrattamente metodologica, con forme linguistiche ripetitive, e immagini simboliche, fino al punto di non poter vedere e riconoscere nulla se non per tramite di questa artificiosa mediazione.

È così che un nuovo tipo di indagine storica è nata e cresciuta. Siamo riconoscenti a quanti, autorità e amici, ci hanno aiutato in questo cammino e, come tutte le cose che vivono ed hanno un'anima, anche alla nostra, e cioè a Giuseppe Favilli, vada la più profonda stima e riconoscenza di noi e di Cortona tutta. E per il nostro futuro? Spero che tutto prosegua per il meglio, d'accordo con Carlo Levi che diceva: «il futuro ha un cuore antico».

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Tina Dei Bardi
Arezzo
Lunetta Robbiana in terracotta invetriata, policroma.
Toscana, fine sec. XV
 
Le De Dominicis
Milano
Ventaglio dipinto su carta
Gran Tour, 1780
 
Le Due Colonne
Pavia
Uno di due dipinti su tavola,
Paesaggi con figure
Salò prima metà del ‘700
Espertise di Giambattista Cimaroli
 
Mennone Mario
Genova
Specchiera con cornice intagliata e lumeggiata a mecca.
Sec. XVII
 
Il Palazzetto
Modena
Crespina in maiolica decorata con policromia istoriata raff. “Apollo e Dafne”,
con dicitura a tergo . Venezia 1550/60
 
Sandro Poggi
Roma
Tommaso Realfonso
(Napoli 1677 – 1743)
Natura morta con cesto di pere, pane e dolci.
Olio su tela, cm. 94x75
 
Galleria Profili
Spoleto
Benedetto Fioravanti
(Roma, II metà del sec. XVII)
Fiori in vaso di rame sbalzato
Olio su tela, cm. 72x56