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![]() III Mostra Mercatodegli Antiquari ToscaniCittà di FirenzeFortezza da Basso1 - 16 Ottobre 1994LA DIFFUSIONE DELLA CULTURA: MISSIONE DELL' ANTIQUARIO di Pasquale Velona - Presidente Le manifestazioni antiquariali primaverili fornivano cenni di una vaga tendenza di ripresa del mercato che, sebbene scarsamente indicativa per il frazionamento territoriale delle iniziative, predisponeva alla speranza per i raffronti più consistenti nelle Mostre di fine stagione. Con grande interesse veniva guardata la «Mostra Mercato degli Antiquari Toscani», sempre attesa come punto di riferimento per la quantità e per omogenea qualità degli operatori che svolgono attività in una regione a forte vocazione, a ragione ritenuta come il più consistente serbatoio di opere ed oggetti di qualificato antiquariato. Questa Mostra non tradirà le aspettative perché, come sempre, rispetto ad altre manifestazioni anche più qualificate nominalmente e musealmente, è più a misura d'uomo, offre una visione di più ampio respiro commerciale atta a soddisfare le più vaste fasce del mercato nazionale ed internazionale con uno spirito innovativo sollecitato proprio da quella crisi che il mercato ha felicemente superato. Non vi è dubbio che la crisi ha lasciato sul terreno qualche «vittima» specialmente fra i mercanti improvvisati e fra coloro che, costituzionalmente, presentavano più forti lacune dal punto di vista della preparazione e della professionalità. Tuttavia, il lamentato rallentamento degli scambi, pur nella sua crudezza commerciale, ha offerto spunti positivi di meditazione e di riflessioni per una oggettiva analisi delle motivazioni tecniche che possono avere influito sulla distrazione di una certa clientela, oltre che le più note ragioni politiche ed economiche alle quali è stato assoggettato il nostro Paese per i noti motivi contingenti. In tali meditazioni, l'antiquario ha preso coscienza che l'ultraventennale ciclo dei facili successi si era esaurito e che le gallerie antiquarie vedevano fortemente rallentate le frequentazioni di una clientela buona ma occasionale, guidata nelle scelte da considerazioni emotive del momento piuttosto che dall'esigenza di appagamento di un desiderio a lungo inseguito, come è tipico nel comportamento del collezionista e di chi ripone nella ricerca e nel possesso delle testimonianze del passato, l'affermazione e la distinzione della propria personalità. E' stato per lui di conforto invece riscontrare la fedele presenza degli «afecionados» nelle nostre botteghe per continuare a dissertare d'arte, di manifestazioni artistiche, di restauri e di nuove scoperte, luogo d'incontro ideale con collezionisti ed amatori tornati ad essere la vera spina dorsale del mercato, gli interlocutori più preparati e concettualmente più raffinati. C'è da concludere quindi che la crisi non ha distrutto il mercato, lo ha riportato su alvei naturali, congeniali e più affidabili. Con gli antichi frequentatori, il fatto puramente commerciale passava in seconda linea, la ricerca doveva indirizzarsi su altre basi, gli oggetti di antiquariato assumevano i valori che essi effettivamente rappresentavano in contenuti storici, artistici, di costume e di funzionalità, riservando scarsa influenza alla fantasia ed alla effimera moda. L'Antiquario, nei momenti di riflessione, ha compreso che questa è la sua vera missione: diffondere cultura per preparare i futuri collezionisti, vendere «cultura», la sua cultura ad una clientela più preparata e sicura. Con i bagliori della ripresa nell' attività mercantile, gli operatori che hanno aderito alle tre edizioni della «Mostra degli Antiquari Toscani» hanno portato in essa questo spirito innovativo presentando opere ed oggetti anche di uso e funzionalità comune, ma con un sicuro riferimento culturale e storico; hanno impostata una rassegna su valori estremamente didattici che guidano il visitatore nei vari gradi di una formazione dalla più elementare, legata ai problemi dell' arredamento, ai più sublimi, ispirati dalle vere opere d'arte pittorica e scultorea. Trova significato in questo senso lo spazio riservato ad una manifestazione collaterale che si richiama alla storia di un' antica gloriosa manifattura toscana dalla quale sono uscite mirabili opere di porcellana e maiolica d'arte (la Manifattura di Doccia), che vuole essere anche una promozione di quel Museo ricco e trascurato ed una celebrazione dei prodotti da essa «sfornati», modellati da insigni Maestri e presentati oggi da alcuni appassionati collezionisti che hanno voluto esporre le loro raccolte al pubblico e presentare per la prima volta «pezzi» unici di grande valore artistico e commerciale. Ad avvalorare il significato divulgativo della manifestazione, gli Organizzatori hanno riservata la prima parte del Catalogo a monografie su alcuni settori dell' antiquariato, volendo con esse offrire ai visitatori una comprensibile chiave di lettura nell' «incontro» con gli antichi argenti fiorentini e toscani, con la nascita, lo sviluppo e l'affermazione dell' antica Manifattura di Doccia e con la storia dei suoi preziosi manufatti, oggi ricercati e famosi in tutto il mondo. Queste monografie, preparate da docenti ed esperti (verso i quali abbiamo un debito di riconoscenza), vogliono offrire alle persone interessate un punto di riferimento per tutti coloro che vorranno approfondire la loro conoscenza in questi settori e costituiranno la base, con analoghe iniziative che verranno assunte nelle edizioni future, per un compendio di storia dell' arte decorativa nel percorso che essa ha compiuto con il passare dei secoli.
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