Una serata del Lions Club Firenze Pitti a
favore della nuova Sezione di Arte sacra
e devozionale del MUDI,
il nuovo Museo degli Innocenti.

Per il MUDI

Benefattori all’opera per l’Istituto degli Innocenti: una tradizione costante nei secoli.

Barbara Rosati per Eosmercantidarte

 
 
 
 
 

19.11.2005

Lunedì 14 novembre si è svolta presso il Salone Brunelleschi dell’Istituto degli Innocenti una serata, con cena e sfilata di abiti, organizzata dal Lions Club Firenze Pitti assieme all’università fiorentina del Polimoda.

La serata, presieduta da Enzo Giusti, presidente del Lions Club Pitti, ha visto la partecipazione di Philip Taylor, direttore generale del Politecnico del Polimoda, Silvano Gori, assessore alle Attività produttive del Comune di Firenze, Alessandra Maggi, presidente dell’Istituto degli Innocenti, Anna Maria Bertazzoni, direttore generale dell’Istituto, Elena Zazzeri, vice presidente dell’Unione Nazionale delle Camere Minorili e Franco Sartini, curatore del Museo dell’Istituto, ed è servita a raccogliere fondi per l’allestimento della nuova Sezione del MUDI, il nuovo Museo degli Innocenti.

Il progetto di realizzazione del MUDI, il nuovo Museo degli Innocenti, elaborato nella primavera del 2004 con un protocollo di intesa tra l’Istituto degli Innocenti e la Soprintendenza per Beni Architettonici ed il Paesaggio e per il Patrimonio Storico Artistico e Demoetnoantropologico di Firenze, Pistoia e Prato, punta a valorizzare pienamente l’eccezionale patrimonio storico e artistico dell’Istituto, sviluppando l’attuale percorso museale attraverso l’ampliamento degli spazi e un intervento di recupero e di restauro di alcune opere. L’ambizioso progetto intende creare il cuore di un nuovo sistema espositivo e convegnistico, un museo didattico interattivo, un luogo accogliente e ricco di iniziative per visitatori di ogni età, fornendo attività didattiche, visite guidate per scoprire gli spazi monumentali e la storia dell’antico “Spedale”, mostre temporanee appositamente pensate per i più giovani, laboratori sulle tecniche artistiche.

La realizzazione del MUDI comporterà una serie di interventi, articolati in cinque anni, che aumenteranno la superficie museale e dei servizi da 350 a 1500 mq, per un valore complessivo di 4.578.000 Euro. Gli interventi riguardano la realizzazione di opere murarie, di un ascensore, di impianti, di allestimenti delle nuove sezioni del museo e del restauro di varie opere e oggetti. L’Istituto ha già stanziato per il MUDI 1.380.000 euro del proprio bilancio, provenienti da recenti alienazioni immobiliari. E ha poi chiesto che il progetto venga inserito tra le proposte della Soprintendenza al Ministero per i Beni e le Attività culturali, nell’ambito dell’accordo di programma tra Ministero e Regione Toscana 2004–2006.

Per il completamento e il consolidamento del progetto del MUDI l’Istituto degli Innocenti ha chiesto l’attenzione e il sostegno delle istituzioni e della società civile perché, ancora una volta, concorrano a condividere un disegno di civiltà di Firenze.

La serata di lunedì 14 è stata un piccolo, ma importante evento, in cui il Lions Club Pitti, rispondendo prontamente alle richieste di aiuto dell’Istituto, ha portato il proprio contributo, dando la possibilità ai partecipanti di cooperare al recupero e al miglioramento del patrimonio museale di Firenze.

Ecco dunque che la tradizione secolare dell’Istituto appare ancora viva nel 2005. L’antico “Spedale” incontra ancora oggi il sostegno di benefattori, di mecenati che hanno a cuore il patrimonio culturale ed artistico della propria città, un patrimonio da lasciare in eredità ai giovani, ai propri figli, così come ho potuto apprendere con piacere da Enzo Giusti, presidente del Lions Club Pitti, il quale mi ha confermato di voler con forza adoperarsi per prestare fede alle finalità del club, espresse dal motto “We serve”, noi serviamo.

Dopo l’aperitivo, allestito nel suggestivo chiostro dell’Istituto, gli invitati hanno preso posto ai tavoli elegantemente apparecchiati nel Salone Brunelleschi, la cui bellezza mi portava indietro nel tempo, a fantasticare di antichi scenari principeschi, disturbati tuttavia dalla lunga passerella posta al centro della sala, dove di lì a poco avrebbero sfilato i giovani studenti del Corso Design Moda del Politecnico del Polimoda con le loro eccentriche creazioni: abiti da sera, abiti in lino colorati e giacche da uomo, riportandomi di colpo nell’anno 2005.

Di nuovo il vecchio è venuto dunque a incontrarsi col nuovo, gli antichi manoscritti e i vecchi quadri si sono incontrati con i giovani stilisti.

Enzo Giusti ha preso la parola, esponendo le finalità della serata, un’occasione per assistere ad un evento di moda in uno dei luoghi più suggestivi della città, e un pretesto, per mezzo di una ricca lotteria svoltasi al termine della cena, per raccogliere fondi finalizzati o al finanziamento del progetto del MUDI, o alla sistemazione dell’ambiente che ospita l’antico Archivio dell’Istituto, attualmente inagibile, a causa dell’inadeguatezza dell’impianto di condizionamento e del sistema antincendio. A tal fine il Lions Club Pitti ha coinvolto due importanti società: la Siemens, operante nel campo dell’elettronica, e la Cariel, una ditta che si occupa principalmente di impianti di condizionamento, le quali si sono messe a disposizione senza esitazioni per apportare il loro contributo ai progetti in atto per lo “Spedale”.

La storia dell’Istituto degli Innocenti di Firenze ha inizio nel 1419 con la fondazione dell’antico “Spedale” da parte dell’Arte della Seta, a seguito del lascito del ricco mercante pratese Francesco di Marco Datini, il quale auspicava la realizzazione di un edificio atto ad accogliere i fanciulli abbandonati, perché fossero allevati ed istruiti in qualche mestiere che permettesse loro di inserirsi nella società. Nell’insieme di refettori, chiostri, dormitori, infermerie, stanze per le balie, portici, Filippo Brunelleschi, al quale venne affidato il progetto, realizzò un esempio armonico ed equilibrato di razionale architettura ospedaliera, che fu nel tempo ampliata e decorata con affreschi. Lo “Spedale” venne così a porsi come la prima istituzione, nel mondo allora conosciuto, esclusivamente dedicata all’assistenza dei fanciulli, e da allora mantiene la sua funzione originaria di asilo e soccorso per i bambini orfani, di centro di assistenza per gli adolescenti e le famiglie, nonché di polo di documentazione, ricerca, analisi e formazione.

L’importanza di questo luogo non ha però investito solamente il campo della storia della sanità. La cultura e la bellezza sono state infatti fin dalla sua fondazione parte integrante dell’opera sociale ed educativa dell’Istituto degli Innocenti. Oltre alla purezza dell’architettura progettata dal Brunelleschi, nel corso dei secoli l’intervento di numerosi artisti ha contribuito a rendere bello il “luogo” dell’accoglienza ai fanciulli.

Il patrimonio artistico dell’Istituto è venuto così aumentando nel corso dei secoli, o per commissione diretta, o per lasciti, o per diritto di patronato, fino a rendere necessaria la sua organizzazione ed esposizione in un museo, il quale nel 1890 trovò la sua prima sede nel refettorio delle donne, affrescato nel 1610 da Bernardino Poccetti con la Strage degli Innocenti.

Nel 1971 fu ufficialmente inaugurato ed aperto al pubblico l’attuale museo, posto nel salone sovrastante il loggiato brunelleschiano, già adibito ad abituro dei fanciulli, dove sono ancora oggi esposti gli oggetti artistici di maggior pregio, una sessantina circa (sebbene le opere e gli oggetti d’arte conservati dall’Istituto degli Innocenti siano oltre un migliaio).

Disperse nell’Ottocento le opere più importanti (Della Robbia, Beato Angelico, Vasari, Giambologna), quanto rimasto (pur sempre di ottima qualità) comprende dipinti su tavola, affreschi staccati, mobili, arredi e una serie di splendidi codici miniati dei secoli XIV e XV, tra i più preziosi conservati a Firenze.

Fra i dipinti più importanti si ricorda in particolar modo l’Adorazione dei Magi di Domenico Ghirlandaio, eseguita per l’altar maggiore della chiesa dello “Spedale”, la chiesa di Santa Maria dei Santi Innocenti, che può considerarsi uno dei documenti più significativi della pittura fiorentina dell’ultimo quarto del Quattrocento. Splendida per ricchezza di colori e di particolari, la tavola vede inseriti tra quanti circondano il Bambino alcuni tra i personaggi storici (mercanti dell’Arte della Seta e inservienti) legati alla vita dello “Spedale”. La Galleria possiede inoltre una Madonna col Bambino attribuita al giovane Alessandro Filipepi, detto Sandro Botticelli; una delle terrecotte invetriate più dolci ed armoniche di Luca della Robbia raffigurante la Madonna col Bambino (1450 ca) e posta sopra un altare laterale della chiesa interna delle donne fino a tutto l’Ottocento; una grandiosa e originale tavola degli ultimi anni del Quattrocento, la Madonna in trono col Bambino e Santi di Pietro di Cosimo, anch’essa eseguita per un altare laterale della chiesa; una delicata anconetta con l’Incoronazione della Vergine del Maestro della Madonna Strauss (1405 circa); un trittico dei primi del Quattrocento di Giovanni Toscani; una Madonna in trono con il Bambino e angeli venerata dalle ‘innocenti’ e una Crocifissione di Francesco Morandini, detto Il Poppi; una caratteristica Madonna degli Innocenti della scuola del Granacci, che copre col suo manto i fanciulli ed ha alle spalle il portico brunelleschiano dello “Spedale” stesso; un vibrante dipinto su terracotta (1566) di Giovan Battista Naldini, ed altre tavole del Quattrocento, Cinquecento e Seicento fiorentino.

La raccolta museale costituisce tuttavia solo una parte del patrimonio artistico dell’istituto, poiché alcune opere sono dislocate nei vari ambienti dello “Spedale”, come ad esempio la trecentesca scultura del San Giovanni Evangelista, commissionato dall’Arte della Seta per Orsanmichele e conservata agli Innocenti fin dal Cinquecento, ma non più visibile da quaranta anni, o la collezione ottocentesca di ritratti dei benefattori e la collezione Guglielmo De Sanctis di ritratti e quadri a soggetto storico, mentre altri, insieme a pregevoli tabernacoli con statuine del Settecento, sono in deposito in attesa di un adeguato restauro. Una parte importante del patrimonio storico ed artistico dell’Istituto è conservata in spazi oggi solo parzialmente accessibili al pubblico. Nei cortili principali si trovano opere di Andrea della Robbia e Antonio Rossellino, nella Galleria Bassa è custodita una collezione di sinopie ed affreschi staccati di varia provenienza, e la chiesa dell’Istituto conserva un’importante collezione di arredi e paramenti sacri rinascimentali e barocchi, i quali nel nuovo progetto museale troveranno spazio nelle quattro sale dell’antico Coretto della Chiesa adiacenti alla Galleria.

  Altro elemento fondamentale del patrimonio dell’Istituto è l’Archivio Storico, caratterizzato da una struttura architettonica e lignea settecentesca di grande effetto scenico. L’archivio conserva la memoria dell’Istituto, con oltre 13.000 unità archivistiche che documentano l’assistenza all’infanzia dalla fondazione dello “Spedale” ai giorni nostri. Tra i fondi principali vi sono i quattrocenteschi Libri della muraglia che documentano la costruzione dell’edificio e i documenti relativi alle più importanti opere d’arte commissionate dall’Istituto.

Home | Aste Calendario | Aste Top Lots | Aste Press | Recensioni Mostre Antiquarie | Cultura e Arte | News Mostre Antiquarie | Antiquari e Gallerie | Calendario Antiquario | Amarcord Antiquario | Restauro | Gli Articoli di EOS | Documenti Utili | Buon Vivere | Gli Archivi

La testata Eosarte ed il sito www.eosarte.it hanno assorbito tutti i contenuti di EOS-Mercanti d'Arte e di www.eosmercantidarte.it
Copyright © 2004-2005 Associazione Arte Club Tutti i diritti riservati
Autorizzazione Tribunale di Arezzo n. 13/2003 del 17/03/2006 - Direttore Responsabile Paolo Vannini - Direttore Editoriale Pierluigi Puglisi .
tel. 0575 1822105 fax 0575 1822106 - eosrivista@yahoo.it - eosredazione@yahoo.it