Il Museo ritrovato, L’Arma dei Carabinieri in Toscana al servizio dell’arte

Fino all’8 gennaio sarà visitabile presso il Teatro Rondò di Bacco di Palazzo Pitti una piccola, ma ricca mostra comprendente 25 opere d’arte (dipinti su tela, tavole, fogli miniati, vasellami etc.) accomunate da vicende simili: opere trafugate da musei, chiese, collezioni private e pubbliche della Toscana, che sono state poi recuperate dai carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale. di Barbara Rosati

29.11.2005

Davvero emozionante è stato per l’Arma dei Carabinieri lo scorso lunedì 21 novembre presentare alle più alte autorità civili e militari della città di Firenze (tra cui il Dott. Gian Valerio Lombardi, dal 6 agosto 2003 Prefetto di Firenze e rappresentante dello Stato nella Regione Toscana, e il Generale di Divisione dell’Arma dei Carabinieri Roberto Conforti, il quale ha comandato dal 1991 al 2002 lo speciale reparto dell’Arma preposto alla tutela del patrimonio artistico), nonché a parenti ed amici il frutto del loro duro lavoro in difesa del nostro patrimonio artistico e culturale. 

La piccola, ma preziosa mostra, allestita nello splendido Teatro Rondò di Bacco di Palazzo Pitti, dove rimarrà fino all’8 gennaio, comprende in tutto 25 pezzi accomunati da vicende simili: opere trafugate da musei, chiese, collezioni private e pubbliche della Toscana (dipinti su tela, tavole, fogli miniati, vasellami etc.), che sono state poi recuperate dai carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale, il cui distaccamento a Firenze, che dal 1995 ha sede proprio in Palazzo Pitti, festeggia quest’anno il decimo anno di attività.

La presentazione dell’evento, avuta luogo nella magnifica e luminosa Sala Bianca di Palazzo Pitti, è stata coordinata da Giovanni Lenza, Direttore Amministrativo del Polo Museale Fiorentino, che ha sostituito per l’occasione Antonio Paolucci, Direttore Generale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana e Soprintendente per il Polo Mussale Fiorentino, assente per motivi istituzionali, ed ha visto la partecipazione del Generale Roberto Rosi, Comandante della Regione Carabinieri Toscana, del Generale Ugo Zottin, Comandante del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, del Tenente Christian Costantini, Comandante del Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale di Firenze e di Bruno Santi, Soprintendente per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico per le province di Firenze, Pistoia e Prato.

Nel loro intervento sia il Generale Rosi che il Generale Zottin hanno sottolineato l’impegno e la passione impiegate dai militari nel recupero del patrimonio artistico nazionale. Tali beni costituiscono l’identità di una comunità e, in quanto tali, la loro dispersione si viene a porre non solo come un’offesa alla cultura, ma anche come un impoverimento dell’espressione della nostra storia, di ciò che siamo e che siamo stati.

Questa piccola mostra intende sottolineare come l’impegno dell’Arma sia stato premiato negli ultimi anni da rilevanti successi. Dall’inizio del 2005 ad oggi le opere trafugate dalla Toscana sono state 1.248, mentre quelle recuperate, che in gran parte si riferiscono a beni rubati negli anni precedenti, sono state 35. Nel corso dell’attività del nucleo tutela del patrimonio sono stati fatti 6.428 controlli, in Italia e all’estero, che hanno portato al sequestro di un’opera falsificata, a quattro arresti e 34 denunce.

Una mostra sui generis dunque, che non mira a ricostruire il profilo di un artista, ne’ ad evidenziare aspetti di un periodo della storia dell’arte o i gusti di un qualche mecenate, ma una mostra che si può definire “istituzionale”, perché illustra l’attività delle istituzioni preposte alla tutela del nostro patrimonio culturale.

Le opere esposte, sebbene solamente 25, sono un piccolo saggio del grande tesoro che l’opera investigativa dei carabinieri ha restituito al nostro Paese, degli esiti positivi raggiunti nella lotta contro i crimini perpetrati ai danni del nostro patrimonio culturale, purtroppo così frequenti (furti, scavi clandestini, esportazioni illecite, commercio dei falsi, inquinamento del mercato, etc.). Di questi successi sono un esempio significativo alcune delle opere trafugate lo scorso 30 settembre a Vignano, in provincia di Siena, dalla villa dello scomparso collezionista ed esperto d’arte Cesare Brandi, recuperate a tempo di record dai carabinieri dopo solamente un mese dal furto.

Per capire quanto e quale sia l’impegno dei militari in questo settore sono stati preparati, in margine alla piccola selezione delle opere esposte, vari pannelli contenenti gli articoli apparsi sulla stampa in occasione delle operazioni compiute, i cui risultati sono visibili nella stanza attigua.

Qui è possibile ammirare non solo importanti opere di pittura come la Madonna col Bambino di Benozzo Gozzoli, uno dei gioielli di questa esposizione, trafugata dalla chiesa dei Santi Giovanni ed Emolao a Calci, in provincia di Pisa nel 1995 e recuperata a Londra nel 1997, oggi a Pisa in deposito presso il Museo di San Matteo, il meraviglioso Compianto sul corpo di Cristo di Francesco Granacci, dalla chiesa di San Pietro a Quintole presso Fiesole, la Natività di Cenni di Francesco di Ser Cenni da San Giovanni Battista a Monteloro ed altre, a volte purtroppo danneggiate dagli autori del furto per la loro più rapida e agevole introduzione sul mercato clandestino, come ad esempio l’Incoronazione della Vergine della scuola di Anton Domenico Gabbiani, ridotta in frammenti, ma anche opere minori, come i reperti archeologici recuperati nel relitto del Pollux, una nave a vapore italiana naufragata nella notte del 17 Giugno 1841 al largo dell’isola d’Elba e successivamente trafugati, un coltello in forma di yatagan, in acciaio di Damasco, oro, avorio e pietre preziose, del sedicesimo secolo, rubato insieme ad altri oggetti nel 1977 dal Museo Stibbert di Firenze e recuperato a Londra dove stava per essere venduto ad un’asta di Christie’s, o alcuni fogli miniati staccati dai Corali rubati dal monastero di Monteoliveto Maggiore ad Asciano nel lontano 1975, recuperati con un lento ma proficuo lavoro di indagini svolto in tutta Europa nell’arco di venticinque anni.

La mostra, sebbene così piccola, risulta dunque estremamente ricca, e risponde pienamente agli intenti prefissi: contribuire ad evidenziare l’importanza della tutela del patrimonio culturale nazionale e ad accrescere nei visitatori, da una parte, la curiosità per l’impegno necessario alla quotidiana protezione dei beni che ci circondano e, dall’altra, il desiderio di salvaguardare e tutelare questi stessi beni, in quanto beni comuni dell’umanità.

Non resta dunque che ringraziare i “ragazzi del nucleo” e augurargli un buon lavoro, cosicché altre opere vengano presto recuperate e restituite alla loro destinazione originaria.

A questo augurio aggiungiamo anche quello che al prossimo appuntamento le loro indagini abbiano portato così tanti frutti che saremo magari costretti a cercare una sede più grande rispetto al bellissimo Teatro Rondò di Bacco per poter esporre ed ammirare tutte le opere ritrovate.

               

A cura di
Angelo Tartuferi, Simona Pasquinucci

Catalogo
Sillabe  (10 €)

Biglietto
ingresso gratuito

Orario
10.00 - 17.00

Segreteria:
Mariella Becherini per Opera Laboratori Fiorentini
e.mail: mariella.becherini@operalab.it

La mostra è stata promossa dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana, dalla Soprintendenza Speciale per il Polo Museale, dalla Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico per le province di Firenze, Pistoia e Prato, dalla Soprintendenza Archeologica e di fatto da tutte le Soprintendenze di settore toscane.

 

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