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04.10.2005
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Venerdì 30 ottobre, nella splendida e fastosa cornice di
palazzo Corsini a Firenze, si è inaugurata la XXIV edizione
della Mostra Mercato dell’Antiquariato.
- E’
vero che siamo fin troppo abituati in Italia al proliferare
indistinto di mostre e fiere antiquarie, ma questo rimane a
buon ragione l’appuntamento più prestigioso del settore, il
riferimento “classico” e irrinunciabile per tutti gli amanti
del bello e del collezionismo artistico. Indicata la scelta
di Firenze, da sempre culla raffinata e operosa fucina dei
grandi ingegni dell’arte, che ci fa tornare, forse con
malinconica e anacronistica nostalgia, ai grandi fasti del
collezionismo del passato, di cui la capitale medicea era il
simbolo e il palcoscenico privilegiato.
- Il
successo dell’esposizione è testimoniato, rispetto alle
edizioni passate, dall’aumento degli spazi e dal maggior
numero degli espositori, che questa volta sono novanta
rispetto agli ottantatre della precedente e dalle incessanti
domande di partecipazione, che hanno costretto gli
organizzatori a non poter accogliere tutte le richieste. Un
richiamo, quello della Biennale dell’Antiquariato, che fin
dai suoi inizi
ha assunto un profilo internazionale, e lo ha mantenuto, se pensiamo soltanto
che ben tredici espositori provengono dagli Stati Uniti, dal
Principato di Monaco, dalla Francia, dalla Spagna,
dall’Inghilterra e dalla Svezia.
- Una
macchina organizzativa perfetta, ben calibrata, senza
eccessi o scadimenti, dove l’allestimento teatrale delle
opere gioca un ruolo primario, in una naturale e simbiotica
consonanza con il prezioso contesto che la ospita. La
scenografia, curata dal maestro Pier Luigi Pizzi, immerge
fin da subito il visitatore in un teatro suggestivo e
raffinato, dove le opere esposte sono proposte e non
imposte, sono cercate, desiderate, quasi conquistate dagli
occhi dei curiosi, facendosi vedere e intravedere negli
spazi raccolti e riservati, quasi da cabinet d’amateurs,
degli stand.
- Fin
da subito, percorrendo i prestigiosi saloni, ci si accorgerà
che questa mostra segna il “trionfo del Bello” e il
fortunato visitatore, come catturato e trascinato in un
vortice onirico di molteplici sensazioni e suggestioni,
partecipa e assapora il gusto del Bello. Una mostra
iniziatica quindi che, a mio parere, raccoglie in pieno
l’eredità del gusto e del significato educativo che il
raffinato Grand Tour rivestiva nei gentiluomini del
Settecento. Una rassegna che automaticamente seleziona il
suo privilegiato pubblico “da connoiseur”, anche se la
partecipazione del pubblico generico è fondamentale per
confermare quel ruolo formativo che la manifestazione
assolve, soprattutto in un’epoca disimpegnata e indifferente
come la nostra; pochi però gli anonimi curiosi, molti invece
i collezionisti, gli storici dell’arte, gli studiosi, i
potenziali acquirenti. Questo è un altro aspetto da non
trascurare: in un momento storico come quello che stiamo
vivendo, dilaniato da crisi e paure internazionali e colpito
da una progressiva stagnazione economica, il mercato di
Palazzo Corsini è dinamico, non rinuncia alle sue vendite e
continua a destare interesse nei compratori. Del resto ce lo
insegnano anche gli ultimi avvenimenti di Sotheby’s: il 7
luglio, quando Londra era lacerata dall’attacco terrorista,
solo un’ora dopo la tragedia, Sotheby’s vendeva una veduta
del Canal Grande di Canaletto a quasi 28 milioni di euro e
poco dopo erano battuti all’asta altri dodici record
d’artista.
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Quasi a voler rimarcare che, all’arte e al bello, anche in
guerra, non si rinuncia.
- La
qualità del Bello a Palazzo Corsini è straordinaria e non
scade mai. Non elencherò in particolare nessun espositore
perché elencare significa scegliere e scegliere, qui, è
davvero un’impresa ardua. La scelta, in questa perfetta
vetrina dell’arte, dipende esclusivamente dal gusto
personale e quindi non potrebbe mai essere obiettiva.
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Vincono per quantità, non certo per qualità, i dipinti
antichi del Seicento e del Settecento, mentre il
medioevo e il contemporaneo passano purtroppo in secondo
piano. Ben documentati anche gli oggetti d’arte, i
mobili, le sculture e gli argenti.
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Alla fine di questo percorso eletto, a mio parere forse un
po’ troppo saturo di espositori per l’attenzione e il tempo
che la visita richiede ai comuni mortali, ci si sentirà
piacevolmente frastornati e, dimentichi della stanchezza,
pervasi dalla magica sensazione di aver indossato, anche se
per poche ore, gli aulici abiti di un colto Grand Tourist.
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Mentre tornavo in treno a Roma, catapultata di colpo nella
mediocrità dei problemi quotidiani come i ritardi
ferroviari, la mia mente tornava all’aura incantata di
palazzo Corsini e, tutto d’un colpo, le ore trascorse in
quel limbo mi apparivano come in un magico e impalpabile
sogno.
- Il
mio invito è di viverlo, questo sogno. Vale davvero la pena,
anche se come tutti i sogni è destinato a finire, ma questa
volta, dura fino al 9 ottobre.
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Informazioni utili:
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Palazzo Corsini, via del Parione 11
- Dal 30
settembre al 9 ottobre 2005
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Orario: 10,30 – 20.00
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Biglietto: intero 10 euro; ridotto 8 euro
- Info:
tel. +39 055 282283-282635-2382870:
www.mostraantiquariato.it -
biennale@mostraaantiquariato.it
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