PALAZZO CORSINI:
IL SOGNO DEL GRAND TOUR NELLA XXIV BIENNALE DELL'ANTIQUARIATO DI FIRENZE
di Isabella Giannuzzi Savelli de Stefano
per vedere l'elenco degli espositori e le foto del catalogo:
www.mostraantiquariato.it

04.10.2005
Venerdì 30 ottobre, nella splendida e fastosa cornice di palazzo Corsini a Firenze, si è inaugurata la XXIV edizione della Mostra Mercato dell’Antiquariato.
E’ vero che siamo fin troppo abituati in Italia al proliferare indistinto di mostre e fiere antiquarie, ma questo rimane a buon ragione l’appuntamento più prestigioso del settore, il riferimento “classico” e irrinunciabile per tutti gli amanti del bello e del collezionismo artistico. Indicata la scelta di Firenze, da sempre culla raffinata e operosa fucina dei grandi ingegni dell’arte, che ci fa tornare, forse con malinconica e anacronistica nostalgia, ai grandi fasti del collezionismo del passato, di cui la capitale medicea era il simbolo e il palcoscenico privilegiato.
Il successo dell’esposizione è testimoniato, rispetto alle edizioni passate, dall’aumento degli spazi e dal maggior numero degli espositori, che questa volta sono novanta rispetto agli ottantatre della precedente e dalle incessanti domande di partecipazione, che hanno costretto gli organizzatori a non poter accogliere tutte le richieste. Un richiamo, quello della Biennale dell’Antiquariato, che fin dai suoi inizi ha assunto un profilo internazionale, e lo ha mantenuto, se pensiamo soltanto che ben tredici espositori provengono dagli Stati Uniti, dal Principato di Monaco, dalla Francia, dalla Spagna, dall’Inghilterra e dalla Svezia.
Una macchina organizzativa perfetta, ben calibrata, senza eccessi o scadimenti, dove l’allestimento teatrale delle opere gioca un ruolo primario, in una naturale e simbiotica consonanza con il prezioso contesto che la ospita. La scenografia, curata dal maestro Pier Luigi Pizzi, immerge fin da subito il visitatore in un teatro suggestivo e raffinato, dove le opere esposte sono proposte e non imposte, sono cercate, desiderate, quasi conquistate dagli occhi dei curiosi, facendosi vedere e intravedere negli spazi raccolti e riservati, quasi da cabinet d’amateurs, degli stand.
Fin da subito, percorrendo i prestigiosi saloni, ci si accorgerà che questa mostra segna il “trionfo del Bello” e il fortunato visitatore, come catturato e trascinato in un vortice onirico di molteplici sensazioni e suggestioni, partecipa e assapora il gusto del Bello. Una mostra iniziatica quindi che, a mio parere, raccoglie in pieno l’eredità del gusto e del significato educativo che il raffinato Grand Tour rivestiva nei gentiluomini del Settecento. Una rassegna che automaticamente seleziona il suo privilegiato pubblico “da connoiseur”, anche se la partecipazione del pubblico generico è fondamentale per confermare quel ruolo formativo che la manifestazione assolve, soprattutto in un’epoca disimpegnata e indifferente come la nostra; pochi però gli anonimi curiosi, molti invece i collezionisti, gli storici dell’arte, gli studiosi, i potenziali acquirenti. Questo è un altro aspetto da non trascurare: in un momento storico come quello che stiamo vivendo, dilaniato da crisi e paure internazionali e colpito da una progressiva stagnazione economica, il mercato di Palazzo Corsini è dinamico, non rinuncia alle sue vendite e continua a destare interesse nei compratori. Del resto ce lo insegnano anche gli ultimi avvenimenti di Sotheby’s: il 7 luglio, quando Londra era lacerata dall’attacco terrorista, solo un’ora dopo la tragedia, Sotheby’s vendeva una veduta del Canal Grande di Canaletto a quasi 28 milioni di euro e poco dopo erano battuti all’asta altri dodici record d’artista.
Quasi a voler rimarcare che, all’arte e al bello, anche in guerra, non si rinuncia.
La qualità del Bello a Palazzo Corsini è straordinaria e non scade mai. Non elencherò in particolare nessun espositore perché elencare significa scegliere e scegliere, qui, è davvero un’impresa ardua. La scelta, in questa perfetta vetrina dell’arte, dipende esclusivamente dal gusto personale e quindi non potrebbe mai essere obiettiva.
Vincono per quantità, non certo per qualità, i dipinti antichi del Seicento e del Settecento, mentre il medioevo e il contemporaneo passano purtroppo in secondo piano. Ben documentati anche gli oggetti d’arte, i mobili, le sculture e gli argenti.
Alla fine di questo percorso eletto, a mio parere forse un po’ troppo saturo di espositori per l’attenzione e il tempo che la visita richiede ai comuni mortali, ci si sentirà piacevolmente frastornati e, dimentichi della stanchezza, pervasi dalla magica sensazione di aver indossato, anche se per poche ore, gli aulici abiti di un colto Grand Tourist.
Mentre tornavo in treno a Roma, catapultata di colpo nella mediocrità dei problemi quotidiani come i ritardi ferroviari, la mia mente tornava all’aura incantata di palazzo Corsini e, tutto d’un colpo, le ore trascorse in quel limbo mi apparivano come in un magico e impalpabile sogno.
Il mio invito è di viverlo, questo sogno. Vale davvero la pena, anche se come tutti i sogni è destinato a finire, ma questa volta, dura fino al 9 ottobre.
 
Informazioni utili:
Palazzo Corsini, via del Parione 11
Dal 30 settembre al 9 ottobre 2005
Orario: 10,30 – 20.00
Biglietto: intero 10 euro; ridotto 8 euro
Info: tel. +39 055 282283-282635-2382870: www.mostraantiquariato.it - biennale@mostraaantiquariato.it

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