Ministero per i Beni e le Attività CulturaliDIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DEL PIEMONTE
Il Codice Urbani e la circolazione dei Beni Culturali- Innovazioni, prospettive e problematiche.
Palazzo Reale, Lunedì 21 marzo 2005, ore 15
Questo incontro di studi sul Codice Urbani e la circolazione dei beni culturali, promosso dall’Associazione Piemontese Antiquari con la collaborazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, si svolge in una giornata che verrà ricordata per il Patrimonio Culturale non soltanto regionale. L’incontro infatti approfondisce un tema importantissimo e sviluppato in forma innovativa dal Codice Urbani, contemporaneamente alla realizzazione di un obiettivo perseguito in anni di lavoro, l’inaugurazione del Centro di Conservazione e di Restauro di Venaria Reale e la firma dell’atto costitutivo della Fondazione che ne assicurerà la gestione.
La circolazione dei beni ed il restauro sono due aspetti strettamente connessi nella politica di tutela e valorizzazione del Patrimonio. Per entrambi gli aspetti, il Codice individua chiaramente le problematiche e fornisce coerenti strumenti di lavoro, in base a quella che è una nuova filosofia dei Beni Culturali in cui non si tratta più semplicemente di gestire , da parte dello Stato, singoli aspetti legati alla protezione e valorizzazione dei beni, ma di elaborare e partecipare ad un progetto complessivo, con il coinvolgimento di altri soggetti, che migliori la fruibilità del Patrimonio in termini qualitativi e di offrire un servizio a possessori e detentori di beni culturali.
Alla base della individuazione dei beni ammessi o no alla esportazione definitiva o all’uscita provvisoria è sempre la verifica dell’importante interesse culturale, ovvero la conoscenza del bene, e la verifica del suo stato di conservazione.
Per quanto riguarda la possibilità di ottenere l’autorizzazione, si opera quindi una distinzione tra diverse categorie di beni, secondo la medesima ottica di quelli che sono i controlli sui lavori di restauro. Si individuano quindi quali siano i beni per i quali non è ammessa la definitiva esportazione all’estero e, in via cautelativa, si estende la necessità di autorizzazione preventiva anche per le opere la cui esecuzione risalga a più di cinquant’anni, prima che sia intervenuta la verifica dell’importante interesse. E’ ammessa l’uscita temporanea dei beni senza rinunciare alla tutela, in determinati casi che concorrono alla conoscenza, valorizzazione, fruizione dei beni: manifestazioni, mostre di alto interesse culturale ed altri casi, tra cui la necessità di restauri, analisi ed altri interventi di conservazione da eseguire necessariamente all’estero. Del tutto innovativo, in questi casi, è l’obbligo di ottenere per l’esportazione temporanea un apposito attestato di “circolazione” ed in tale occasione, se necessario, viene verificato l’importante interesse del bene.
La nuova normativa, quindi, si propone di venire incontro sia alle esigenze di tutela e conservazione dei beni e alle legittime, anzi auspicabili, occasioni di una migliore conoscenza e fruibilità a livello internazionale. Presupposto indispensabile, il perfetto funzionamento e l’ottimale gestione degli Istituti, sui quali questa Direzione Regionale sta lavorando.
Mario Turetta Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte
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