Ecco il testo integrale del Secondo Report 2005 del Laboratorio sul Commercio dei Beni Artistici di Nomisma.
I dati per capire cosa cambia nell’andamento del mercato dell’arte.
Venerdi’ 16 dicembre presso l’Antico Monastero di S. Chiara di San Marino, Nomisma ha presentato il Secondo Report 2005 redatto dal Laboratorio sul Commercio dei Beni Artistici.
Presentiamo il testo integrale che contiene elementi importanti di riflessione sull’andamento del mercato dell’arte.
Le relazioni del Convegno di San Marino:
- Il Turismo culturale e degli eventi come risorsa strategica per San Marino, On.le Paride Andreoli, Segretario di Stato per il Lavoro e Cooperazione, Turismo Sport e Poste, Repubblica di San Marino
- Bene culturale e sviluppo economico: il caso San Marino, On.le Giovanni Lonfernini, Segretario di Stato per gli Istituti Culturali, Repubblica di San Marino - - - La candidatura del “Monte Titano” al Patrimonio Mondiale del’UNESCO: una sfida e una speranza, Edith Tamagnini, Ambasciatore presso l’UNESCO, Coordinatore del Dipartimento Turismo, Repubblica di San Marino
- I percorsi di valorizzazione delle opere d’arte di proprietà della sanità pubblica in Emilia Romagna: opportunità turistica e reddituale, Graziano Campanini, Direttore, Museo Sanità, Bologna
- Mercanti e Banche: i dati del Laboratorio sul Commercio dei Beni Artistici di Nomisma per l’art advisory, Stefano Stanzani, Responsabile LCBA, Nomisma
NOMISMA: il Rapporto 2/2005 del Dicembre 2005 del Laboratorio sul Commercio dei Beni Artistici
Strada Maggiore 44 – 40125 Bologna - Tel. 051 6483301 – Fax 051 223441 - http://www.nomisma.it/new/prog_lcba.htm - Responsabile scientifico: Stefano Stanzani - Segreteria di Redazione: Barbara Parisini
I consumi delle famiglie al 2004: stasi di quelli per tempo libero e cultura, tranne al nord
La spesa media delle famiglie italiane per tempo libero e cultura si è incrementata, mediamente, nel periodo 2002-2004, del 6,6% contro un’inflazione media di periodo del 7,8%. Il decremento, tuttavia, in termini medi non modifica significativamente le composizioni percentuali rispetto alla spesa totale di tale capitolo, ma le variazioni percentuali dal 2002 al 2004 in ciascuna circoscrizione territoriale presentano delle eterogeneità. A fronte di un incremento di oltre 12 punti percentuali della spesa per tempo libero e cultura nel nord, corrisponde una stasi nel centro (+0,1%) ed una lieve crescita nel Mezzogiorno (fig. 1).
Figura 1: Spesa media mensile delle famiglie per tempo libero e cultura e ripartizione geografica (Euro)
Fonte: Elaborazioni Nomisma su dati Istat.
Il turismo delle città d’arte è cresciuto molto
E sebbene l’Italia resti il Paese del mare (nel 2002 oltre il 38% delle presenze di italiani sono state registrate in località marine) differenti forme di turismo si stanno sviluppando in modo significativo: il 17,1% delle presenze italiane ha scelto città di interesse storico e artistico (lago e terme, insieme, non arrivano all’8%). I fatti rilevanti che accompagnano questo progressivo interesse verso la cultura riguardano:
- i cambiamenti dei gusti dei consumatori: le presenze straniere nelle città di interesse storico ed artistico nel 2002 sono state 43.020, il 26% in più di quelle italiane;
- il trend delle presenze totali: tra il 1990 ed il 2002 in tali località si è incrementato del 78,9%, e fa indicare un possibile per corso di sviluppo per l’intera economia italiana (tav. 1).
Peraltro, nell’indagine rapida sugli alberghi italiani relativa al periodo Natale-Capodanno del 2002 è emerso come i ricavi degli alberghi italiani in città d’arte avesse raggiunto, oramai, il 14,8% di quello nazionale; e che le tipologie di turismo storico-artistico e culturale incidono sul fatturato alberghiero in modo sostanzialmente uniforme al variare del numero di stelle. Tra i fattori rilevanti che hanno influenzato le decisioni di viaggio degli italiani, inoltre, l’offerta di arte e cultura risulta al quarto posto (tav. 2).
Tavola 1: Presenze turistiche nelle città di interesse storico artistico italiane

Fonte: Elaborazioni Nomisma su dati Istat.
Tavola 2
Fattori che motivavano o avrebbero potuto motivare la scelta della meta per le vacanze degli italiani nel 2004 (valori %)

(*) Risposte multiple.
Fonte: CIRM.
Istituti museali, di antichità e d’arte
Ma la valutazione positiva dell’offerta turistica italiana va effettuata anche in relazione all’ampio numero di istituti museali, di antichità e d’arte di livello qualitativo medio-alto in ciascuna regione italiana, tanto che sono molte le analisi che vedono nel bene artistico un asset su cui puntare per costruire una quota consistente di valore aggiunto dell’economia. Nel 2004 risultavano presenti sul territorio italiano 401 istituti museali, di cui 192 musei e gallerie e 209 monumenti e aree archeologiche. Il 42,9% degli istituti museali risultava localizzata nelle regioni del Centro; il 33,7% nelle regioni del Mezzogiorno. Nel complesso, gli istituti museali sono stati visitati da oltre 32 milioni e 207 mila persone, la metà delle quali (51,6 per cento) ha visitato istituti situati nelle regioni dell’Italia centrale. Rispetto all’anno precedente, il numero complessivo dei visitatori degli istituti statali di antichità e d’arte ha evidenziato un incremento (+5,8 per cento; tav. 3).
Tavola 3
Musei e istituzioni similari, visitatori per modalità d’ingresso e introiti per tipo di istituto
Fonte: Istat.
A cui vanno aggiunti eventi ufficiosi
A questi dati ufficiali, comunque, si aggiungono un certo numero di eventi ufficiosi per lo più promossi da gallerie private – che se ben integrati nel territorio, contribuiscono ad elevarne il rango di attrattività – le manifestazioni di origine paesane (come sagre, mostre-mercato, mercatini, ecc.) e le fiere, che culminano con i grandi saloni internazionali.
Il mercato dell’arte italiano nel 2005
A tale panorama positivo che riconosce al bene culturale un’incredibile risorsa economica, non corrisponde tuttavia un mercato dell’arte di dimensioni altrettanto consistenti, come invece avviene nei Paesi anglosassoni. In ogni modo, causa anche un progressivo interessamento di fasce nuove che si avvicino alla compravendita, secondo le nostre stime il mercato italiano dell’arte sarebbe cresciuto nel 2005 rispetto al valore calcolato per il 2004 di circa 4-5 punti percentuali, attestandosi sui 520-530 milioni di Euro. Le determinanti economiche della crescita, forse, vanno anche ricercate nella progressiva forbice tra ricchi e poveri: secondo le stime del World Wealth Report, gli italiani che detengono una ricchezza individuale superiore al milione di dollari (escluso il valore dell’abitazione di proprietà) sarebbero aumentati nel 2004 del 3,7%, passando da 188 a 195 mila. Inoltre negli ultimi dieci anni la quota di ricchezza posseduta dal 5% delle famiglie agiate è passata dal 27% al 32% di quella complessiva.
Il panel Nomisma
Il panel d’opinione Nomisma che via via, in questi primi mesi di attività si sta consolidando, risulta composto da 153 tra antiquari, case d’asta e galleristi, per un controvalore (fatturato 2004) di circa 130 milioni di Euro (pari a circa un quarto del valore complessivo di mercato), è costituito per poco più della metà (53%) da rivendite specializzate; la restante parte sono negozi generalisti (47%). Dei 153 rivenditori intervistati, ben il 43% si occupa di pittura, il 32% di scultura, il restante 25% di altre arti grafiche (disegni, acquerelli e fotografie; fig. 2).o
Figura 2: Panel Nomisma classificato per tipologia di bene trattato (valori %)

Fonte: LCBA, Nomisma 2005
Per quanto concerne la tipologia di epoca trattata per ciascun comparto artistico, si sottolinea come la massa modale di interpellati che tratta pittura rivenda opere contemporanee e del ‘900 (circa 50% di interpellati), seguite da rivendite che trattano opere del ‘700 (42%; tav. 4). Per la scultura, rimane in testa il contemporaneo (51% delle rivendite) seguito da galleristi che trattano opere del ‘900 e del ‘700 (circa 38%; tav. 4). Netta la moda per disegni e acquarelli e per fotografie di arte contemporanea, seguita da quella del ‘900 (tav. 4).
Ripartizione(*) delle opere d’arte trattate dal panel, per epoca
(valori %)

(*) Risposte multiple.
Fonte: LCBA, Nomisma 2005.
Mercato della pittura
Negli ultimi 12 mesi, si rarefanno i giudizi di aumento espressi dal panel d’opinione sia per quanto riguarda il numero di scambi, sia i prezzi di compravendita, e consegnano un mercato tendenzialmente stabile (tav. 5).
Tavola 5: Pittura – Andamento degli scambi e dei prezzi negli ultimi 12 mesi
(valori %)

Fonte: LCBA, Nomisma 2005.
Guardando all’andamento delle opere pittoriche per epoca, il rallentamento percepito sembra evidente in tutte le epoche considerate, sia per quanto riguarda il numero di scambi (se si eccettuano i giudizi per le opere di alta epoca e dell’800), sia i prezzi di compravendita (tranne quelli dei dipinti dell’800; fig. 3).
Figura 3: Pittura – Indici sintetici(*) dei giudizi sul numero di scambi e sui prezzi, per epoca (valori %)

(*) Saldo giudizi di aumento al netto di quelli di calo.
Fonte: LCBA, Nomisma 2005.
Mercato della scultura
Le nostre lamentele circa il sottodimensionamento del mercato scultoreo sembra abbiano mutato gli andamenti, almeno delle rivendite d’arte interpellate e facenti parte del panel: infatti, rispetto al 2004, si incrementano significativamente i giudizi di crescita per quanto concerne il numero di scambi; per i prezzi, invece, la modalità di rialzo che era stata preferita dalla maggioranza di interpellati già lo scorso anno, risulta confermata (tav. 6).
Tavola 6: Scultura – Andamento degli scambi e dei prezzi negli ultimi 12 mesi (valori %)

Fonte: LCBA, Nomisma 2005.
Guardando all’andamento delle opere scultoree, il miglioramento percepito sembra evidente per quanto concerne il numero di scambi in tutte le epoche considerate (se si eccettuano i giudizi per il numero di scambi di opere contemporanee); per i prezzi, invece, la percezione di aumento risulta solamente indirizzata per quelli delle opere dell’800 (fig. 4).
Figura 4: Scultura – Indici sintetici(*) dei giudizi sul numero di scambi e sui prezzi, per epoca (valori %)

(*) Saldo giudizi di aumento al netto di quelli di calo.
Fonte: LCBA, Nomisma 2005.
Mercato di altre arti grafiche
Il mercato dei disegni ed acquerelli si caratterizza, stando ai giudizi rilevati dagli operatori del settore, in una fase di tendenziale stabilità per quanto concerne il numero di ed i prezzi percepiti (tav. 7). Stabili le ipotesi formulate su entrambi i fondamentali del mercato della fotografia.
Tavola 7: Disegni ed acquerelli – Andamento degli scambi e dei prezzi negli ultimi 12 mesi (valori %)

Fonte: LCBA, Nomisma 2005.
Guardando all’andamento di disegni ed acquerelli, per i beni delle differenti epoche risulta un deciso miglioramento rispetto ai giudizi espressi nel 2004 per disegni e acquerelli del ‘700 e contemporanei, con prezzi percepiti in aumento sempre per opere del ‘700 e dell’800 (fig. 5).
Figura 5: Disegni e acquerelli – Indici sintetici(*) dei giudizi sul numero di scambi e sui prezzi, per epoca (valori %)

(*) Saldo giudizi di aumento al netto di quelli di calo.
Fonte: LCBA, Nomisma 2005.
I prezzi medi di opere pittoriche
Il prezzo medio di opere pittoriche più frequentemente compravendute, indipendentemente dall’epoca di realizzazione, è di 26.702 Euro, più alto dello 0,9% rispetto al valore calcolato lo scorso anno. La differente composizione del valore medio deriva da un valore massimo medio più elevato individuato per le opere del ‘900 (poco più di 80.000 Euro; +0,9% rispetto al 2004) seguito da quelle di alta epoca (75.000 Euro, valore immutato rispetto a quello dello scorso anno) e da valori minimi medi individuabili per opere dell’800 (3.412 Euro; +36,5% sul 2004) e contemporanee (3.708, +5,9% rispetto allo scorso anno; figg. 6 e 7). Tra i prezzi medi per epoca il valore dei dipinti del ‘900 risultano i più costosi (43.189; +0,7% sul 2004) seguiti da quelli di alta epoca (42.600; +0,2% rispetto al 2004) seguiti a distanza dai dipinti del ‘700, con 20.292 Euro, in riduzione del 2,2 rispetto al valore indicato lo scorso anno (figg. 6 e 7).
I prezzi medi di opere scultoree
Il prezzo medio di opere scultoree più frequentemente compravendute, indipendentemente dall’epoca di realizzazione, è di 21.111 Euro, valore ancora più basso rispetto al corrispondente dato pittorico del 21%, ma in risalita dell’1,5% rispetto al dato del 2004. Tale valor medio è calcolato sui differenti prezzi più frequentemente praticati di opere scultoree per epoca: il valore massimo medio più elevato risulta individuato per le opere di alta epoca (circa 60.000 Euro; +0,6% rispetto al 2004) seguito da quelle del ‘700 (poco più di 42.000 Euro, +3.7% rispetto al valore dello scorso
anno) e da valori minimi medi individuabili per opere dell’800 e del ‘900 (rispettivamente, 2.427 Euro con +14,2% rispetto all’anno scorso e 3.000 Euro; valore immutato rispetto al 2004; figg. 7 e 8). Tra i prezzi medi per epoca il valore delle sculture di alta epoca risultano i più costosi (34.094; +0,6% sul 2004) seguiti da quelli del ‘700 (24.367; +3,7% rispetto al 2004; figg. 7 e 8).
Figura 6: Prezzi minimi e massimi medi dei dipinti più frequentemente compravenduti
(Euro)

Fonte: LCBA, Nomisma 2005.
Figura 7: Prezzi minimi e massimi medi delle sculture più frequentemente compravendute
(Euro)

Fonte: LCBA, Nomisma 2005.
Figura 8 :Variazioni percentuali dei prezzi medi per tipologia di bene artistico ed epoca

Fonte: LCBA, Nomisma 2005.
Altre arti grafiche
Per quanto concerne le altre arti grafiche più frequentemente compravendute, nel 2005 sembra essersi verificato un leggero ritocco verso il basso delle quotazioni di disegni ed acquerelli che con 7.848 Euro di media sembrano avere ridotto la loro quotazione rispetto all’equivalente dato del 2004. In crescita si segnalano disegni ed acquerelli del ‘700 e dell’800, rispettivamente dl 4,2% e dell’1%, con 5.000 e 7.700 Euro (fig. 8).
Per le opere fotografiche, l’aumento medio dei prezzi delle opere maggiormente compravendute è stato inferiore al saggio medio inflattivo di periodo, con prezzi oscillanti tra 2.000 e 20.200 Euro (fig. 8).