Dott. ssa Raffaella Cassano

Archeologia globale ad Egnazia
 
Le nuove indagini e le prospettive di ricerca del Museo Nazionale Archeologico
 
Di Oriana Discornia
 
Già nota agli studiosi a partire dal XVI secolo, l’area archeologica – solo in parte opportunamente demanializzata, perimetrata ed attrezzata – è stata dal 20 giugno aperta al pubblico e diventa sede del relativo Museo Nazionale soltanto a partire dal 1978. Museo che sino a pochi mesi conteneva una mostra di 10 anni fa con materiali del tutto esterni al contesto urbanistico, più importanti fra tutti i mosaici delle domus tarantine restaurati ad Egnazia, ora ritornati nel Museo Archeologico di Taranto.
L’attuale allestimento è frutto delle moderne tecniche di scavo apportate dall’equipe didattica coinvolta nel Progetto Egnazia che ha operato secondo parametri di ricerca scientifici supportati dalla collaborazione interdisciplinare di studiosi di geopaleontologia, paleobotanica e paleoantropologia.
La Mostra, articolata per sezioni e pannelli didattici, ha dunque cercato di ricostruire, sin ove possibile, i vecchi contesti, utilizzati come categorie e classificazioni, tramite i vecchi materiali di scavo rinvenuti dai depositi, insieme a quelli emersi dai nuovi scavi che vengono riconosciuti come fossile guida.
Meritano particolare attenzione l’anello in lamina d’oro sormontato da un tempietto a pianta centrale culminante con un granato, probabile prodotto di maestranze orafe di Costantinopoli, la moneta aurea di Giustiniano proveniente da Costantinopoli ed una statuetta bronzea raffigurante un Babbuino, divinità egizia, utilizzato come peso in Età tardo-antica. Di recentissimo ritrovamento una statuina bronzea raffigurante un’atleta recante in mano una patera e poggiante ad un colonnino.
Numerosissimi gli esempi di materiale ceramico, in special modo anfore italiche, africane ed orientali, e lucerne che coprono un ampio arco cronologico dall’età ellenistica a quella medievale.
Da ricordare la testa marmorea del Dio Attis, divinità frigia il cui culto, attestato ad Egnazia, è documentato anche dal sacello delle divinità orientali, visitabile nell’area archeologica.
 
LA STORIA
Il sito archeologico di Egnazia, inserito in un felice contesto naturalistico-ambientale, è uno dei più interessanti della Puglia.
Citata da autori come Plinio, Stradone, Orazio, la città ebbe grande importanza nel mondo antico per la sua posizione geografica; grazie alla presenza del porto e delle Via Traiana, infatti essa fu attivo centro di traffici e commerci.
La storia dell’antica Gnathia si è snodata nell’arco di molti secoli. Il primo insediamento, costituito da un villaggio di capanne, sorse nel XV sec a.C. (età del bronzo). Nell’XI sec. a.C. (età del ferro)si registra l’invasione di popolazioni provenienti dall’area balcanica, gli Iapigi, mentre con l’VIII sec. a.C. inizia la fase messapica che per Egnazia, come per tutto il Salento cesserà con l’occupazione romana avvenuta a partire dal III sec. a.C. La città entrerà quindi a far parte prima della repubblica e poi dell’impero romano e decadrà insieme ad esso. Della fase messapica di Egnazia restano le poderose mura di difesa (alte 7 m, lunghe 2 Km, delimitano un’area urbana di circa 40 ettari) e le necropoli, ove oltre a tombe a fossa e a semicamera, sono presenti monumentali tombe a camera decorate con raffinati affreschi.
Della città, scavata solo in parte, si conservano le vestigia risalenti alla fase romana. Notevoli i resti della Via Traiana, della basilica civile con l’aula delle Tre Grazie, del Sacello delle divinità orientali, dell’anfiteatro, del foro. Ottimamente conservato il criptoportico. Sono presenti anche due basiliche paleocristiane, originariamente con pavimento a mosaico. 
 
DOV’E’
Il sito archeologico di Egnazia si trova nel territorio compreso fra i Comuni di Monopoli e Fasano, a ridosso dunque della linea di confine delle Province di Bari e Brindisi, lungo il percorso litoraneo prospiciente il mare Adriatico che s’identifica con l’attuale Strada Provinciale 90 Monopoli-Torre Canne.
 
IL PROGETTO EGNAZIA: DALLO SCAVO ALLA VALORIZZAZIONE
E’ frutto della collaborazione tra il Dipartimento di Scienze dell’Antichità dell’Università degli Studi di Bari – Cattedra di Archeologia e Storia dell’Arte greco romana-, la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia, il Museo Nazionale Archeologico di Egnazia, il Comune di Fasano.
Il progetto, pluriennale ed interdisciplinare, impostato nel 2001 sulla base di una convenzione tra l’Università degli Studi di Bari – Dipartimento di Scienze dell’Antichità e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Soprintendenza Regionale della Puglia, prevede la realizzazione di attività didattiche di scavo stratigrafico e di ricognizione topografica, e di classificazione preliminare e studio dei materiali conservati nei depositi del Museo, provenienti anche da scavi precedenti, al fine di contribuire alla elaborazione e all’allestimento del Museo dell’antica città di Egnazia.
L’intervento è realizzato sotto forma di cantiere-scuola per gli allievi dell’Università, nell’ambito di un articolato gruppo composto da studenti iscritti ai corsi di laurea in Lettere e Scienze dei Beni culturali e da specializzandi e dottorandi in archeologia.
 
HANNO PARTECIPATO
Giuseppe Andreasi: Soprintendente Archeologo della Puglia
Giovanni Girone: Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Bari
Vito Annibale: Sindaco di Fasano
Angela Cinquepalmi: Direttrice del Museo Nazionale Archeologico di Egnazia
Assunta Cocchiaro: Direttore Archeologico della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia
Raffaella Cassano: Università degli Studi di Bari, Direttore Scientifico del “Progetto Egnazia”

eosrivista4                    Home