“IL CODICE URBANI  e la circolazione dei beni culturali

Innovazioni, prospettive e problematiche

 

Palazzo Reale, 21 marzo 2005

 

Intervista a Roberto Cena, Presidente dell’Associazione Piemontese Antiquari

 e organizzatore del convegno

 

 

Perché a Torino questo incontro sul Codice Urbani?

 

Il Convegno è la prosecuzione ideale della biennale “Antiquari a Stupinigi” del 2004, organizzata dall’Associazione Piemontese Antiquari, da me presieduta,  una mostra di grande successo realizzata per la prima volta con Istituzioni pubbliche e private, un “mettersi insieme” che genera sempre positività per il bene collettivo.

Per quanto riguarda il convegno, ho desiderato che la categoria che rappresento potesse dare il proprio contributo da protagonista economico e culturale, quale è, per un approfondimento della conoscenza e relative problematiche del cosiddetto Codice Urbani.

Dopo decenni si è finalmente messo mano a un problema tanto delicato quanto decisivo per il nostro Paese: il riordino normativo del patrimonio culturale, sia pubblico che privato con un evidente miglioramento concettuale, passando da una cultura della conservazione a una cultura della valorizzazione del patrimonio.

Il Convegno si svolge a Torino perché proprio nella nostra Città sapevo di poterlo proporre con precise caratteristiche di importanza nazionale e questo grazie alla straordinaria disponibilità delle Istituzioni afferenti: Sovrintendenze, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, e  l’Assessorato alla Cultura della Regione (l’Assessore Giampiero Leo è anche il Coordinatore nazionale degli assessori regionali alla cultura d’Italia). E’ da sottolineare per altro che la Direzione dei Beni Culturali della Regione Piemonte ha dato un contributo fondamentale alla stesura del Codice.  

            In questa occasione ringrazio UniCredit Private Banking per aver instaurato con
l'Associazione Piemontese Antiquari una collaborazione consolidata, dimostrata anche con il supporto offerto per la realizzazione di questo Convegno.

 

 

Il sottotitolo del convegno parla di innovazioni, prospettive e problematiche, perché?

 

Il Codice Urbani ha portato una grande innovazione nella materia, sia in termini concettuali, sia di ordine normativo, e nel Convegno ne viene dato il doveroso risalto.

Nel contempo, sono rimaste aperte delle questioni, in particolare riguardanti  l’esportazione dei beni culturali, che lasciano dei varchi interpretativi che necessitano di un chiarimento e di una presa di consapevolezza.

 

 

 

Quali campi riguarda il Codice Urbani oltre all’antiquariato?

 

Essenzialmente i beni artistici, archivistici, librari, architettonici e del paesaggio. In questa circostanza si è volutamente ristretto il campo alla circolazione dei beni culturali (quelli afferenti all’antiquariato in genere, ai libri antichi, alla numismatica e all’archeologia).

 

 

 

 

Si può considerare l’antiquariato una forma di investimento e quale può essere la rivendibilità delle opere se vi è una rivalutazione?

 

Nel merito, UniCredit Private Banking ha appena promosso uno studio e relativo Convegno con l’istituto Nomisma. Certamente l’antiquariato ha rappresentato un ottimo investimento almeno negli ultimi trent’anni, spesso con rivalutazioni vertiginose.

 

Le condizioni essenziali, e sempre più necessarie, sono il far riferimento a mercanti di comprovata serietà e professionalità. Con orgoglio sottolineo che il nostro mercato è prevalentemente solido e sano, soprattutto nella fascia di vertice. Diverso discorso riguarda la fascia bassa, frutto per lo più di improvvisazione e pressappochismo, che nulla ha, quindi, a vedere con il mercato ufficiale.

 

Una confortante premessa per gli investitori è che i primi a investire sono proprio i mercanti, i quali spesso acquistano per sé, non soltanto per soddisfare gusto e interesse, ma anche per un’attesa e prevista rivalutazione nel tempo.

 

La rivendibilità è il problema minore, in quanto è facile mettere in competizione gli operatori del mercato e accedere a strumenti di informazione sull’attribuzione dei valori.

In sintesi: fondamentale caratteristica per la bontà futura di un investimento è la qualità e l’importanza dell’oggetto acquistato.