XV Brixiantiquaria

di Oriana Discornia

Tra le svariate mostre - mercato e fiere che affollano la penisola nel mese di novembre Brixia Antiquaria ha inciso nuovamente per dissipare ogni dubbio e ogni incertezza sull’alto antiquariato presentandosi anche quest’anno come manifestazione di punta nel panorama italiano.
Arrivata alla XV edizione, forte di una tradizione culturale che coinvolge tutto il tessuto del suo territorio in quanto a ricchezza e rigore collezionistico, si è presentata in linea con le migliori aspettative, coerente ed organica in tutti i suoi aspetti.
 A ben vedere è riuscita ha creare un’ottima sintesi tra rigore e innovazione, mantenendosi ancorata alla formula del numero chiuso, solo sette Gallerie in più dello scorso anno, per un totale di 87 e si è presentata nella veste espositiva del Nuovo Polo Fieristico che  ha permesso di dare maggior risalto all’esposizione di oggetti importanti, mobili, dipinti, sculture ed opere d’arte di pregio.
Il nuovo padiglione, dai colori caldi e neutri del legno chiaro, si è sviluppato in un percorso che ha riprodotto le maggiori dieci piazze della Brescia antica e che hanno ospitato, così raggruppandoli, gli espositori lasciati liberi di allestire singolarmente i propri spazi in modo da far risaltare la qualità dei pezzi mostrati.
Lo stesso interesse culturale si è potuto notare nell’importante mostra collaterale dedicata alla produzione dei coralli trapanesi fra il XVI e il XVII secolo che vedeva presenti più di quaranta raffinatissimi esemplari tra placche, capezzali, obelischi, calamai, cofanetti, cornici, alzate, modellini di mobili e di oggetti liturgici, raffinatissime lavorazioni che costituiscono espressione di un gusto e di una cultura del tutto particolari ed
extraterritoriale. L’occasione costituiva un ulteriore incentivo alla mostra poiché tutti i pezzi provenivano da importanti collezioni private bresciane e milanesi, con la disponibilità e sponsorizzazione di Luigi Koelliker .
La qualità della proposta espositiva, accuratamente selezionata dal Comitato Promotore e curata dal Sindacato Antiquari Bresciani sotto la direzione di Virginia Peroni Gnutti e da Brescia Ascom, con il patrocinio della Federazione Italiana Mercanti d'Arte si è potuta godere sin dalla raffinata inaugurazione, elegante e al contempo sobria, a cui ha partecipato un  pubblico davvero nutrito di appassionati collezionisti che si è dimostrato attento alle sollecitazioni artistiche tanto che si è avuta la percezione di un buon momento, comunque meno oscuro del previsto, per gli affari: gli stand sin dalla prima serata hanno percepito una buona propensione  agli acquisti.
E d’altra parte le opere presentate per la maggior parte esulavano dalle proposte fatte dal mercato in altre manifestazioni.
Oltre ai mobili, in linea con la tradizione, erano di altissima qualità si può dire ovunque.
 La pittura antica e l’alta epoca è stata rappresentata in molti stand, particolarmente notevole quella portata da Plus Art con un bel Paesaggio Veneto di Francesco Guardi, da Altomani con il Cacciatore Armato di Giacomo Ceruti, da Cantore Antichità che ha esposto un delizioso amorino di Elisabetta Sirani, allieva di Guido Reni, dal titolo Omnia Vincit Amor e da Roberto Camellini che ha portato un dipinto di Luca Giordani Abramo che scaccia Agar.
L’ottocento italiano faceva bella mostra di sé nella Galleria Parronchi con un dipinto di Luigi Bechi, e nella Bottegantica di Savoia con Un Incontro firmato e datato 1904 di Fattori, ma degni di nota erano anche le opere portate dalla Galleria d’Arte Bistro e dalla Bottega d’Arte.
Antichità Marianelli ha presentato, oltre ad un bellissimo raro tavolo da refettorio,  un’ottima Natura Morta spagnola mentre la Galleria Piccinotti va menzionata per il più originale e divertente dipinto visto, probabilmente attribuibile a Faustino Bocchi.
Le  cornici erano rappresentate ovviamente da Enrico Ceci che sapientemente ha optato per una selezione di altissima qualità.
Le sculture erano di ottimo livello: belli  i dipintidi e le sculture ( in particolare il Tenerani) presentate dalla Galleria d’Arte Armondi, la Pietà in mostra da Riccardi, e una Pietà  in legno policromo data a Pietro Alamanno ( seconda metà sec XV) della Galleria di Montecatini Numero “7”.
La  Galleria Il Cavalletto anche questa volta ha eccelso per i bei vassoi laccati esposti, presentando anche una coppia di bellissimi tessuti ( a cui il pubblico dovrebbe prestare più attenzione); affascinanti i gioielli esposti dalla Piramide.
Ma il mio personale interesse è andato  ad un’icona esposta da Carlo Teardo, di rara bellezza, fin ora in Italia ammirabile solo sui libri. Bella era anche la sua selezione di rari oggetti in avorio presenti nelle sue vetrine.
Per quanto concerne i bronzi la Galleria Canelli ha portato in mostra una bella coppia di candelieri a forma di putto in bronzo a patina scura del 1500.

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