Gotha VI edizione

2002

Sempre più di vocazione internazionale, l'edizione 2002 ha proposto 95 espositori

di Oriana Discornia

Già dal nome sapevamo cosa aspettarci andando a visitare il Gotha: l'esclusività.
L'idea di Pier Luigi Pizzi, architetto da tempo impegnato nei grandi allestimenti, è stata quella di creare una "Città Museo" attraverso un impianto planimetrico raggiante che si coagula in una piazza centrale semircolare su cui convergono le vie degli antiquari e che ospita al centro una scenografica e grandiosa fontana con quattro figure virili che, reggendo un gigli, simboleggiano la gloria Farnese.
Tutto è immerso in un “giallo Parma”, che evoca “i fasti di una festa barocca ed insieme l'immagine spettacolare di una città dell'arte”, secondo la definizione dello stesso geniale architetto-scenografo, che cura sin dalla prima edizione del 1992 l’allestimento della mostra biennale del Gotha, giunta quest'anno alla sua sesta edizione.
In questa ultima edizione possiamo dire che, entrambi i presupposti teorici ossia la città ideale dell'arte ed il Gotha, sono stati realizzati. Inoltre, non va dimenticato che questa è una manifestazione molto ambita dagli operatori antiquari, sia nazionali che esteri.
Tanto è vero che il livello artistico portato da tutti gli espositori in mostra è stato notevole e, sicuramente, c’è stato l'imbarazzo della scelta in tutti i generi e in tutte le epoche. Ricca di bella pittura di qualità sia di alta epoca che dell'Ottocento, Parma non ha deluso i collezionisti più esigenti, presentando con forte determinazione anche la stagione barocca e neoclassica, come anche una forte presenza di dipinti moderni con nomi di artisti degni di musei internazionali come De Chirico e Brancusi.
Per quanto riguarda i mobili, presenti molti regionalismi con ottimi esemplari eseguiti da sommi maestri dell'ebanisteria di varie epoche e provenienti da collezioni tra le più esclusive. Di notevole interesse anche i tesori dell'arte orafa, pezzi straordinari per bellezza, fattura e rarità compresi anche quelli appartenenti al secolo scorso.
Abbiamo poi, con grande piacere e soddisfazione, potuto ammirare, in un periodo storico ed economico incerto come quello attuale, il coraggio –perché tale è- di alcuni antiquari, almeno 5 che, sorretti da una forte passione individuale nei confronti di un genere sicuramente meno commerciale di altri quale quello della scultura antica, non si sono inibiti e hanno presentato importanti pezzi, soprattutto di alta epoca. Speriamo che il loro coraggio sia stato premiato dalle soddisfazioni che meritano, cosa che ovviamente, dati i tempi, dobbiamo vivamente augurare a tutti i partecipanti.
Gotha è stata veramente la città ideale dell'arte, infatti, ci ha proposto un panorama molto ricco a dimostrazione dell'ambizione di tanti operatori a partecipare ad una mostra di tale livello, che ha sicuramente avvicinato Parma al clima delle grandi kermesse antiquarie internazionali. L’aumento però del numero degli espositori, dagli 80 della scorsa edizione ai 95 di questa, crea una competizione serratissima, che di questi tempi, con un mercato nazionale attraversato da molte difficoltà, non può premiare lo sforzo, pur ammirevole, di tutti gli operatori.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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