- Già dal
nome sapevamo cosa aspettarci andando a visitare il Gotha:
l'esclusività.
- L'idea di Pier Luigi Pizzi, architetto
da tempo impegnato nei grandi allestimenti, è stata quella di creare una
"Città Museo" attraverso un impianto planimetrico raggiante che si
coagula in una piazza centrale semircolare su cui convergono le vie
degli antiquari e che ospita al centro una scenografica e grandiosa
fontana con quattro figure virili che, reggendo un gigli, simboleggiano
la gloria Farnese.
- Tutto è
immerso in un “giallo Parma”, che evoca “i fasti di una festa barocca ed
insieme l'immagine spettacolare di una città dell'arte”, secondo la
definizione dello stesso geniale architetto-scenografo, che cura sin
dalla prima edizione del 1992 l’allestimento della mostra biennale del
Gotha, giunta quest'anno alla sua sesta edizione.
- In questa
ultima edizione possiamo dire che, entrambi i presupposti teorici ossia
la città ideale dell'arte ed il Gotha, sono stati realizzati. Inoltre,
non va dimenticato che questa è una manifestazione molto ambita dagli
operatori antiquari, sia nazionali che esteri.
- Tanto è
vero che il livello artistico portato da tutti gli espositori in mostra
è stato notevole e, sicuramente, c’è stato l'imbarazzo della scelta in
tutti i generi e in tutte le epoche. Ricca di bella pittura di qualità
sia di alta epoca che dell'Ottocento, Parma non ha deluso i
collezionisti più esigenti, presentando con forte determinazione anche
la stagione barocca e neoclassica, come anche una forte presenza di
dipinti moderni con nomi di artisti degni di musei internazionali come
De Chirico e Brancusi.
- Per quanto
riguarda i mobili, presenti molti regionalismi con ottimi esemplari
eseguiti da sommi maestri dell'ebanisteria di varie epoche e provenienti
da collezioni tra le più esclusive. Di notevole interesse anche i tesori
dell'arte orafa, pezzi straordinari per bellezza, fattura e rarità
compresi anche quelli appartenenti al secolo scorso.
- Abbiamo poi, con grande piacere e
soddisfazione, potuto ammirare, in un periodo storico ed economico
incerto come quello attuale, il coraggio –perché tale è- di alcuni
antiquari, almeno 5 che, sorretti da una forte passione individuale nei
confronti di un genere sicuramente meno commerciale di altri quale
quello della scultura antica, non si sono inibiti e hanno presentato
importanti pezzi, soprattutto di alta epoca. Speriamo che il loro
coraggio sia stato premiato dalle soddisfazioni che meritano, cosa che
ovviamente, dati i tempi, dobbiamo vivamente augurare a tutti i
partecipanti.
-
Gotha è stata veramente la città ideale dell'arte, infatti, ci ha
proposto un panorama molto ricco a dimostrazione dell'ambizione di tanti
operatori a partecipare ad una mostra di tale livello, che ha
sicuramente avvicinato Parma al clima delle grandi kermesse antiquarie
internazionali. L’aumento però del numero degli espositori, dagli 80
della scorsa edizione ai 95 di questa, crea una competizione
serratissima, che di questi tempi, con un mercato nazionale attraversato
da molte difficoltà, non può premiare lo sforzo, pur ammirevole, di
tutti gli operatori.