Grandi Antiquari a Roma III

2003

di Oriana Discornia

Si è chiusa la terza edizione di Grandi Antiquari a Roma (Palazzo dei Congressi- Eur). Questa Mostra  è stata concepita tre anni fa per colmare il vuoto che sembrava essersi  creato nella Capitale tra la Biennale di Palazzo Venezia, mostra di altissimo prestigio e livello qualitativo, l’edizione annuale di “Non solo Tarli”( PalaParioli ) e il nugolo di mercati e mercatini disseminati un po’ ovunque nella città. Se l’intento degli organizzatori era quello di consegnare ai romani una mostra-mercato seria e di buon livello qualitativo, con pezzi belli, autentici ma in fondo accessibili al potenziale, enorme, di acquirenti che Roma può offrire, la visita a questa edizione ha mostrato invece, da parte dei visitatori,  una certa stanchezza.Gli operatori si aspettavano un afflusso maggiore ed il  dubbio di molti dei partecipanti è derivato anche  dalla sede in cui l’appuntamento si svolge. Il Palazzo dei Congressi all’Eur, infatti, pur essendo una sede prestigiosa e di tutto rispetto, probabilmente è poco indicata per il grande afflusso di pubblico. L’Eur vissuto dai romani esclusivamente come luogo di uffici, rappresenta a livello psicologico, per una manifestazione antiquaria, una zona “lontana”. Anche la data forse dovrebbe essere cambiata.
 Una  novità circa la formula della promozione: due modelli, un uomo e una donna, quasi completamente desabillés, si sono fatti ritrarre, rigorosamente dal vivo e alla presenza dei visitatori intervenuti all’inaugurazione, da alcuni giovani pittori dell’ Istituto d’Arte.
 Nei giorni di durata della mostra è stato poi allestito uno spazio riservato in cui, chiunque lo desiderasse, poteva farsi ritrarre “nature”.
Sull’andamento della manifestazione ha influito in ogni caso il momento economico in generale davvero poco favorevole per le vendite, che porta alle mostre -questo accade ultimamente in molte manifestazioni antiquarie- un pubblico meno folto di prima e tutto sommato disattento rispetto all’offerta, anche quando essa sia mediamente buona e con qualche punta di alto livello, come è stato per Roma.
Crediamo che per il futuro di questa manifestazione, gli organizzatori faranno bene a pensare a qualche sede alternativa, ed a un diverso periodo dell’anno.

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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