Antichità Dei Bardi, Scultore senese, "S. Antonio abate", metà XV secolo, legno policromo, h. 105 cm.

Galleria d'Arte Bentivegna, Silvestro Lega (Modigliana 1826-Firenze 1895), "La nonna", 1865, olio su tela, cm. 59 x 70.

Luca Burzio, Tavolino, 1842, applicazioni in microscultura d'avorio e legno di bosso, cm. 82x70x54.

Nuova Galleria Campo dei Fiori, Felice Carena (Torino 1879-Venezia 1966), "Nudo", c. 1927, olio su tela, cm. 92x61, firmato in basso a destra.

Denise e Beppe Berna, Maschera femminile, Dan, Costa d'Avorio, fine XIX inizio XX secolo, legno con patina d'uso, h. 24 cm.

Francesca Antonacci, Manif. Dufour, "Amore e psiche", Parigi, 1815, Grisaille e tempera su carta con rialzi in biacca, uno di 11 pannelli, h. 186 cm.

E. Lumina Dipinti Antichi, Bernardino Licinio (Venezia c. 1485-1549-1550), "Ritratto di gentiluomo", olio su tavola trasferita su tela, cm. 72x66.

Lorenzo e Paola Monticone, Van Cleef & Arpels, anello a cuspide, Parigi, anni 40, oro giallo e platino con diamanti taglio brillante.

Galleria Pasti Bencini, Thomas Patch (Exeter 1725-Firenze 1782), "Veduta del porto di Gaeta", 1767, olio su tela, cm. 95,7x129,3, firmato e datato a destra sulla colonna.

Renzo Freschi Oriental Art, "Bodhisattva in meditazione", Cina dinastia Ming (1368-1644), argilla, legno e stucco, h. 82 cm.

Antichità S. Giulia, Bartholomaeus Spranger (Anversa 1546-Praga 1611), "Minerva", fine XVI secolo, olio su tavola, cm. 34x24.

 
Milano Internazionale Antiquariato,
la XIX edizione, maggio 2004
di Oriana Discornia
Dall’8 al 16 maggio i padiglioni di Fiera Milano hanno ospitato la XIX edizione dell’Internazionale di Antiquariato con 113 grandi antiquari nazionali ed esteri.
E’ stata la più completa vetrina italiana del mercato dell’arte internazionale ed ha proposto una scelta di opere assai diversificata e di grande prestigio tanto da decretare il pieno successo della complessa macchina organizzativa ormai arrivata al traguardo di coniugare in giusto dosaggio l’eleganza, la sobrietà, la varietà e la qualità museale.
Sono sempre meno le sbavature tecniche di questo imponente evento antiquario che ha tentato, quest’anno, la riconquista del vasto pubblico unendo la sinergie con MiArt per la promozione comune delle manifestazioni, oltre che un biglietto dalla tariffa agevolata.
Dunque, “Milano Città d’Arte” è stato non solo lo slogan del maggio milanese ma la concreta possibilità di soddisfare la curiosità intellettuale per chi, specialista e non, desiderava avvicinarsi all’arte di tutti i tempi, e data la poliedrica offerta presente bisognava essere seriamente disinteressati al Bello e all’investimento in arte per non venirne coinvolti.
Purtroppo, si è dovuto riscontrare che in questo periodo il pubblico è poco attratto da tutto, anche dall’arte, avendo una bassa propensione agli acquisti ed essendo il ristagno dei consumi sotto gli occhi di tutti: nel settore arte le cose non hanno avuto un andamento  migliore che negli altri settori; bassa , la momento la propensione a spendere, pur restando l’arte un buon investimento, guardato con sempre maggior attenzione dagli investitori come alternativa alle poche soddisfazioni del mercato borsistico.
Sempre di ottimo livello il catalogo della mostra, edito da Allemandi, con ampia, interessantissima  intervista di Barbara Antonetto ad  Alvar Gonzales Palacios che ha spaziato a tutto campo sui problemi di attualità del settore dell’arte antica e dei suoi operatori,con il consueto garbo, ironia  ed acume critico.

Art Ancien, Pendola da tavolo, Roma, prima metà XVIII secolo, legno di palissandro con guarnizioni in bronzo dorato, cm. 57x49x19, meccanismo firmato: Nicola Amonier.

Casa d'Arte Bruschi, Arcangelo Salimbeni (Siena c. 1535-c. 1580), "Incoronazione della Vergine" c. 1570, tecnica mista su tavola, cm. 140 x 102,5.

Roberto Camellini, Trumeau lastronato, Venezia, 1730-1760, legno e radica di noce con specchi veneziani decorati e incisi, cm. 266x60x130.

Cannucciari Galleria Antiquaria, Rutilio Manetti (Siena 1571-1639), "La carità, putti e decorazioni floreali", piatto da parata in maiolica nera dipinto a olio, d. 45 cm.

Doi Orsi Argenteria Antica, Marco Gallinari, Caffettiera, Vebezia, c. 1770, argento con manico in legno ebanizzato e intagliato, h. 30 cm.

Damiano Lapicella, Giacomo Manzù (BG 1908-Ardea 1991), "La modella e il pittore", bronzo, cm. 72x37x82.

Mohtashem Tappeti Antichi, Tappeto melas, Anatolia, c. 1860, 150x105.

Nuova Arcadia, Giuseppe Bernardino Bison (Palmanova 1762-Milano 1844), "Carnevale a Venezia con figure in maschera", fine XVIII secolo, uno di una coppia di tempere su carta, cm. 14,5x20,5.

Quadreria dell'800, Filippo Carcano (Milano 1840-1914), "L'ultima goccia", 1872, olio su tela, cm. 73x62, firmato e datato in alto a sinistra, siglato in centro a destra: CF.

Robertaebasta, Fausto Melotti (Rovereto 1901-Milano 1986), "Fanciulla in abito blu", 1945, Ceramica policroma smaltata, h. 45cm. Firmata sulla base.

Alberto e Michele Subert, Scrivania da centro, Ferrara, metà XVIII secolo, impiallacciata in radica di noce, cm. 100x132x68.

Carlo Teardo Antiquario, "Giudizio Universale", Russia centrale, Prima metà del XVIII secolo, icona, cm. 210x174.


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