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In Mostra a Palazzo Caffarelli gli Acquisti e Doni 1997-2005
Alla scoperta dei tesori dei Musei Comunali di Roma
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di
Isabella de Stefano Giannuzzi Savelli
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The 120 most important acquisitions by the Musei Comunali of Rome -as Museo di Roma, Museo Napoleonico, Pinacoteca Capitolina, Galleria Comunale d’Arte Moderna- will be showed in a very interesting exhibition in the Musei Capitolini. Until the nineteenth of march you can admire masterpieces like the Hermes’s head of Policleto, the refined Reynolds’s Ritratto di Catherine Bishop, Giulio Turcato’s Comizio.
Negli ultimi anni il ruolo del museo è mutato fortemente. Non solo uno scrigno depositario del sapere e delle memorie, elitario e storicizzato ma, soprattutto, un organismo vivo e dinamico, che trae linfa vitale dalla continua evoluzione e dall’intelligente incremento delle sue collezioni. Un dinamismo che si basa su un’attenta politica di conservazione e di tutela dei beni culturali, ma che non trascura neanche l’aspetto, sempre più fondamentale, legato alla sua valorizzazione.
Nel quadro di questa pulsante vitalità, apprezziamo sempre di più tutte quelle acquisizioni che integrano e potenziano le collezioni del museo e anche tutte quelle manifestazioni espositive che rendono fruibili le opere d’arte, spesso inaccessibili o conosciute solo dagli “addetti ai lavori”, a un pubblico sempre più ampio e variegato.
La mostra Acquisti e Doni nei Musei Comunali, 1997-2005 è la testimonianza dell’impegno e del successo raggiunto dai Musei Comunali di Roma in questa direzione.
Attraverso una selezione di 120 opere imposta dallo spazio a disposizione nelle sale di Palazzo Caffarelli, il pubblico può finalmente curiosare e conoscere gran parte delle collezioni che sono state acquisite dai Musei Comunali nell’ultimo decennio: alcune sono state acquistate per incrementare il “vuoto” di un nucleo già esistente o semplicemente per potenziare l’offerta artistica del museo, altre sono state gentilmente donate da artisti o mecenati. Aspetto da non trascurare questo del mecenatismo privato, perché in Italia, a differenza di altri paesi, la figura del munifico “patrono delle arti” ci appare sempre più remota e antica, sostituita ormai dai nuovi “promotori” come gli enti pubblici, gli sponsor, le fondazioni e le banche.
Quasi ci sorprendiamo quando leggiamo nelle didascalie dei quadri esposti in mostra i nomi di tutti coloro che hanno donato le opere ai Musei Comunali: dal Ritratto di Catherine Bishop di Joshua Reynolds , uno dei pochi esempi del maestro inglese in Italia, al Ritratto del Duca Luigi Braschi di Antonio Cavallucci, che completa l’iconografia della famiglia Braschi già iniziata dal Museo di Roma con l’acquisto dei busti del cardinale Romualdo e del pontefice Pio VI; dal dipinto David e Golia di Guillaume Courtois per la Pinacoteca Capitolina ai raffinati abiti di corte di Camillo Borghese e Paolina, tra cui uno splendido “Shako” ( cappello per divisa da ussaro), donati al Museo Napoleonico.
Non meno significativi sono stati gli acquisti, come la copia marmorea della testa di Hermes di Policleto, che si aggiunge alle altre copie policletee presenti nei Musei Capitolini e le due collezioni fotografiche di Silvio Negro e Valerio Cianfarani, che ampliano il nucleo preesistente dell’Archivio Fotografico Comunale.
Particolare rilevanza assumono anche le copie dei Sacramenti di Poussin, eseguiti dal pittore fiammingo André de Muynck per la famiglia Boccapaduli; acquisto ancora più prezioso, data la scarsa rappresentatività di un artista come Poussin nelle collezioni pubbliche romane.
Per quanto riguarda le opere di arte contemporanea, che rischiano di rimanere sempre più oggetti virtuali del desiderio a causa degli elevati costi di mercato, “molte sono state offerte dagli artisti a un prezzo simbolico, tra i cinque e i dieci milioni di vecchie lire”, spiega Giovanna Bonasegale. Spesso è l’unico modo per acquistare l’arte contemporanea considerando che, come ha ricordato Gianni Borgna, l’Assessore alle Politiche Culturali di Roma, il Comune di Roma ha dovuto contare nei periodi “magri” su una disponibilità minima di un milione di euro l’anno.
Tra le oltre 300 opere acquisite dalla Galleria Comunale d’Arte Moderna spiccano celeberrimi capolavori come il Comizio di Giulio Turcato, Superficie bianca di Enrico Castellani, l’inquietante e drammatico Autoritratto di Adolfo Wildt.
La mostra non si limita solo ai quadri e alle sculture, ma espone anche splendide vetrate che arricchiscono il tesoro liberty della Casina delle Civette, divertenti balocchi d’epoca provenienti dalla collezione Servadio, che confluiranno nel Museo del Giocattolo di Villa Ada di prossima apertura.
Una mostra che, al di là dei capolavori più o meno noti che espone, ha il pregio fondamentale di far partecipare il pubblico alla nascita, alla formazione e alla crescita del museo, contenitore spesso coperto dalle polveri dell’Accademia e troppo distante dal visitatore, sospeso in una dimensione sacrale, che pochi infrangono e che molti desiderano penetrare.
Informazioni utili: fino al 19 marzo 2006 Roma, Musei Capitolini, Palazzo Caffarelli martedì-domenica 9.00-20.00; lunedì chiuso tel. 06-82059127; www.museicapitolini.org Ufficio Stampa Zétema Progetto Cultura
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