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10X10. 10 gallerie, 10 artisti

L’arte contemporanea in mostra alla Strozzina di Palazzo Strozzi

 
Di Barbara Rosati

 

(22 dicembre 2005 – 31 gennaio 2006)

Un evento esclusivo, reso possibile dalla volontà comune di 10 fra i più importanti galleristi fiorentini di presentare in un’unica grande esposizione alcuni fra i loro artisti più rappresentativi, autentici protagonisti della produttività artistica dal dopoguerra ai giorni nostri.

An exclusive event, made possible by the commitment of ten important Florentine art-gallery owners to present some of their most representative artists in a single large exhibition, some of the foremost figures in artistic production from the post-war years to the present day.

Sebbene sia da anni comune la lamentela di storici dell’arte ed artisti sulla chiusura di Firenze nei confronti dell’arte contemporanea, sembra che dietro molte delle ultime manifestazioni fiorentine vi sia un tentativo di invertire tale tendenza e di dare una risposta positiva a questo manifesto disagio. La mostra inaugurata lo scorso 8 ottobre a palazzo Strozzi sull’universo femminile nell’arte contemporanea dal titolo Donna Donne, le mucche del Cow Parade, la quinta edizione della Biennale Internazionale dell’Arte Contemporanea svoltasi presso la Fortezza da Basso tra il 3 e l’11 dicembre, la mostra fotografica Marilyn and Friends, che ha trovato la sua sede ideale presso gli ambienti di Palazzo Vecchio, e molte altre manifestazioni che negli ultimi mesi hanno trovato nella città di Firenze la loro cornice ideale sembrano, infatti, delineare una città per niente adagiata nel ricordo della sua età dell’oro rinascimentale, ma aperta verso il nuovo, ricettiva agli stimoli dell’arte contemporanea e accogliente verso le iniziative che riguardano questo settore dell’arte.

È senz’altro una riprova di questa apertura della città medicea verso i linguaggi del presente anche 10X10. 10 gallerie 10 artisti, la mostra di arte contemporanea in corso presso la Strozzina di Palazzo Strozzi, che dopo il suo recente restauro riafferma in tal modo la sua vocazione a spazio deputato per l’arte contemporanea. Si tratta di un’importante esposizione, nata su progetto di “Inverno a Firenze” e realizzata grazie alla supervisione di Carlo Frittelli, al main sponsor Banca CR Firenze e ad INA Assitalia, sponsor tecnico, che ha dato l’opportunità a dieci dei più importanti galleristi fiorentini di presentare altrettanti artisti di grande calibro, protagonisti della scena internazionale dal dopoguerra fino ai giorni nostri: Alessandro Bagnai presenta gli eclettici esperimenti di Massimo Barzagli; Santo Ficara la pittura analitica di Pino Pinelli; la Galleria Frittelli gli intramontabili décollages di Mimmo Rotella; la galleria Il Ponte le monumentali public-sculpture di Mauro Staccioli; la Galleria Mentana ha scelto la tradizione pittorica di Ugo Nespolo; Poggiali e Forconi la giovane pittura di Roberto Coda Zabetta; Aurelio Stefanini l’avanguardia di Luciano Ori, tra poesia visiva a e pittura tecnologica; Tornabuoni i poetici cromatismi di Piero Dorazio; Sergio Tossi le architetture di stampo metafisico di Paolo Fiorentino; Daniele Ugolini le graffianti contaminazioni di Raymond Pettibon, tra arte, grafica e fumetto.

Questa manifestazione acquista oggi un valore aggiuntivo, a causa della recente morte di Mimmo Rotella (tra gli artisti partecipanti all’esposizione della Strozzina), avvenuta proprio in questi giorni (9 gennaio). In seguito a questo avvenimento di lutto, il visitarla può essere infatti anche un modo per rendere omaggio a questo artista, uno dei maggiori protagonisti della scena culturale italiana a partire dagli inizi degli anni ’50, quando iniziò ad esporre i suoi décollages, o manifesti strappati, attraverso i quali l’artista ha inteso rappresentare lo strappo della quotidianità attraverso i media informativi e l’appropriazione dei loro frammenti. Carlo Frittelli, curatore della mostra, ha reso manifesto come l’idea di questo evento sia nata dalla volontà comune e dal dovere sentito dagli addetti ai lavori di porsi in relazione con i visitatori, di stimolare nella gente l’interesse per l’arte contemporanea, di sollecitarne la curiosità, collezionisti o no, comunicando con loro, scambiando i loro pensieri sull’arte, nel tentativo di costruire un momento di partecipazione sentita.

Ciò che ha animato questa importante iniziativa è infatti uno spirito di unione, che intende porre in relazione ed integrare l’armonia stilistica dell’arte classica, rappresentata dal contesto storico monumentale fiorentino, con l’immediatezza dell’arte dei nostri giorni. Si è infatti spesso portati a credere che le avanguardie siano in contrasto con la tradizione e lo stile classico, in realtà l’arte contemporanea è l’evoluzione della capacità umana e, in quanto arte, rappresenterà il classicismo da cui attingeranno le generazioni future.

Il segnale di aggregazione lanciato dall’evento vuole inoltre contrapporsi all’individualismo che a volte si percepisce in questo settore (e non solo in questo), riproponendo una città viva, dove una mostra può e deve offrire l’incipit per visitare le tante gallerie che la città ospita. Questa è la spinta che l’entusiasmo di alcune persone che a Firenze operano e vivono vogliono dare con questa iniziativa, sognando, come ha confessato Carlo Frittelli, che un giorno “Firenze possa tornare ad essere quel centro che, per secoli, ha attirato l’attenzione di tanti spiriti eletti”. 

Lo spirito di questi fiorentini, come anche quello degli antiquari che in questi stessi giorni stanno per concludere l’iniziativa de “La Natività degli antiquari fiorentini”, trasmette la volontà di non demordere davanti ai tempi che cambiano, di tenersi stretta la propria città, di mantenerne vive le tradizioni e le nostre speranze non possono che andare di pari passo con le loro.

Ma non sarà questa una lotta da Don Chichotte? Sembra infatti che tutta l’amministrazione comunale remi contro ogni tipo di aggregazione. L’esosità dei costi delle abitazioni ha allontanato ormai da tempo i fiorentini dalla propria città, e spesso anche dalle periferie, è più conveniente prendere una multa piuttosto che lasciare una giornata la macchina al parcheggio della stazione, parcheggi a pagamento ovunque pongono delle difficoltà anche a gesti di vita comune, come invitare a casa propria parenti ed amici, è difficile vivere il centro anche la sera, recentemente altre limitazioni per motorini, magari non vecchi, ma non ritenuti più idonei, stanno mettendo in ginocchio le famiglie costringendole a nuovi acquisti, e recentissimamente è giunta anche la notizia che per entrare in città sarà ripristinata la medievale gabella doganale, cioè il pedaggio urbano per le automobili che vogliono entrare in città.

Il tutto è giustificato da una politica che mira alla salute della città, al combattere il traffico e l’inquinamento, ma dietro questi vessilli degli ultimi tempi non si nasconde forse solamente un business? E alla fine di tutto questo cosa rimarrà di Firenze? Non certo una città a misura d’uomo, come è stata ritenuta fino ad ora. Un “museo diffuso” forse, come piace chiamarla ultimamente, ma un museo nella peggiore delle sue accezioni, e cioè un luogo dove vivono tante bellezze inanimate, ma non più le persone, non più i suoi cittadini.

Info: 055 2658125

Mail to: invernoafirenze@invernoafirenze.it

Orario: aperta tutti i giorni 10.00-19.00

Ingresso gratuito

 

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