Editoriale eos n°0

E’ tempo di uscire dalla torre d’avorio

 

Quando nasce un nuovo giornale è sempre una festa, per chi lo fa e ha collaborato, e per chi anche non lavorandoci direttamente, ti è stato vicino e ha sostenuto lo sforzo con simpatia. Una festa per le idee, per i progetti che prendono corpo. Una festa per chi è stato entusiasta, ma in fondo anche per chi è stato scettico.
EOS, è il nome che in antico si dava all’Aurora, Eos nasce uscendo dalle tenebre.
Noi usciamo grazie alla passione e alla professionalità di amici vecchi e nuovi.
Alcuni sono giovanissimi, che con i loro stimoli e la voglia di affermarsi avranno in queste pagine un modo per farsi conoscere ed apprezzare: il mondo del bello è un mondo giovane, giovane a qualsiasi età, e la loro compagnia ci onora e ci conforta.
Altri sono amici da anni, persone con cui abbiamo già costruito altre storie, e il loro sostegno è per noi fondamentale.
Che tipo di giornale cercheremo di fare?
Un giornale molto attento agli uomini e alle donne che hanno passione per l’arte, un giornale che guarda in prima persona i protagonisti  e li mette a confronto con i tanti che questa passione la sentono viva, come un moto dell’anima, ma a volte in un modo ancora non del tutto espresso.
E’ tempo, speriamo che sia il nostro tempo, ormai di vivere l’arte e di goderla, di passare ad una nuova fase, oltre la semplice fase del rispetto per quelli che la fanno conoscere, capire e godere, vivere e rivivere: gli artisti, gli storici dell’arte, i critici, i galleristi, gli antiquari, i restauratori, tutti quelli insomma che la animano; insomma, uscire dalla torre d’avorio e stare, tentare di stare, con la società e i suoi cambiamenti.
Questo sarà il nostro piccolo sforzo, quasi un debito contratto a suo tempo di fronte al primo quadro, alla prima scultura, al primo oggetto che ci ha fermato e ci ha comunicato i suoi segreti.
Non ci nasconderemo che questo mondo è attraversato da molte ombre, e ci ripromettiamo di illuminarne gli angoli bui e meno conosciuti.
Non ci nasconderemo che quanti vivono intorno alla bellezza sono attraversati da forti passioni e talvolta da laceranti contrasti,  un mondo di individualisti che vive circondato da un cambiamento epocale, un cambiamento del gusto.
Non possiamo nasconderci che i collezionisti sono in diminuzione, che nel loro mondo non c’è ricambio generazionale. Dovremo chiedercene le ragioni e lo faremo.
Non potremo certo ignorare che il mondo dei mercanti d’arte subisce una crisi persistente, ove tanti amici sono ogni giorno attraversati da dubbi angosciosi, unico settore, forse, a non avere mai goduto di qualche provvedimento che desse un incentivo agli acquisti. Del resto, a nostro avviso l’arte  va portata fra le pareti di casa, goduta con gli altri componenti della famiglia. Perché il bello resti vicino a noi. Certamente di questo parleremo.

eosrivista0                    Home