- Quando nasce un nuovo
giornale è sempre una festa, per chi lo fa e ha collaborato, e per chi
anche non lavorandoci direttamente, ti è stato vicino e ha sostenuto
lo sforzo con simpatia. Una festa per le idee, per i progetti che
prendono corpo. Una festa per chi è stato entusiasta, ma in fondo
anche per chi è stato scettico.
- EOS, è il nome che in
antico si dava all’Aurora, Eos nasce uscendo dalle tenebre.
- Noi usciamo grazie
alla passione e alla professionalità di amici vecchi e nuovi.
- Alcuni sono
giovanissimi, che con i loro stimoli e la voglia di affermarsi avranno
in queste pagine un modo per farsi conoscere ed apprezzare: il mondo
del bello è un mondo giovane, giovane a qualsiasi età, e la loro
compagnia ci onora e ci conforta.
- Altri sono amici da
anni, persone con cui abbiamo già costruito altre storie, e il loro
sostegno è per noi fondamentale.
- Che tipo di giornale
cercheremo di fare?
- Un giornale molto
attento agli uomini e alle donne che hanno passione per l’arte, un
giornale che guarda in prima persona i protagonisti e li mette a
confronto con i tanti che questa passione la sentono viva, come un
moto dell’anima, ma a volte in un modo ancora non del tutto espresso.
- E’ tempo, speriamo che
sia il nostro tempo, ormai di vivere l’arte e di goderla, di passare
ad una nuova fase, oltre la semplice fase del rispetto per quelli che
la fanno conoscere, capire e godere, vivere e rivivere: gli artisti,
gli storici dell’arte, i critici, i galleristi, gli antiquari, i
restauratori, tutti quelli insomma che la animano; insomma, uscire
dalla torre d’avorio e stare, tentare di stare, con la società e i
suoi cambiamenti.
- Questo sarà il nostro
piccolo sforzo, quasi un debito contratto a suo tempo di fronte al
primo quadro, alla prima scultura, al primo oggetto che ci ha fermato
e ci ha comunicato i suoi segreti.
- Non ci nasconderemo
che questo mondo è attraversato da molte ombre, e ci ripromettiamo di
illuminarne gli angoli bui e meno conosciuti.
- Non ci nasconderemo
che quanti vivono intorno alla bellezza sono attraversati da forti
passioni e talvolta da laceranti contrasti, un mondo di
individualisti che vive circondato da un cambiamento epocale, un
cambiamento del gusto.
- Non possiamo
nasconderci che i collezionisti sono in diminuzione, che nel loro
mondo non c’è ricambio generazionale. Dovremo chiedercene le ragioni e
lo faremo.
-
Non potremo certo
ignorare che il mondo dei mercanti d’arte subisce una crisi
persistente, ove tanti amici sono ogni giorno attraversati da dubbi
angosciosi, unico settore, forse, a non avere mai goduto di qualche
provvedimento che desse un incentivo agli acquisti. Del resto, a
nostro avviso l’arte va portata fra le pareti di casa, goduta con gli
altri componenti della famiglia. Perché il bello resti vicino a noi.
Certamente di questo parleremo.