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Il Louvre affitta 185 opere per un anno per 13 milioni di euro. Perchè ci si scandalizza tanto? Affittare opere d’arte può  essere una soluzione anche per noi, specialmente per i privati

Affittare, non semplicemente prestare, delle opere per fare delle mostre ad un museo? E oltretutto straniero? Americano nel caso specifico. Se lo fa un privato, e si sa, i privati si possono anche permettere certe libertà (per quanto siano discusse più che discutibili), ma un museo… E poi addirittura il Louvre, che mai nella sua storia si era separato così a lungo di opere così numerose e prestigiose!!

Cattivo esempio, che se si azzardassero gli Uffizi o la galleria Borghese a pensare qualcosa del genere, apriti cielo!

E se invece ci si riflettesse un attimo di più? Meglio prestare 185 opere per sopperire a necessità di lavori oppure ricorrere alle tasche dei cittadini?

I primi 7,5 milioni -ha precisato a Le Monde, Vincent Pomarede, capo del dipartimento delle pitture del Louvre - serviranno per cominciare i lavori di rinnovamento della sala dell'arte del XVIII secolo, il cui costo totale e' di 15 milioni di euro. Gli altri 5,5 permetteranno invece di finanziare questa prima esposizione ad Atlanta e pubblicare i cataloghi”.

           

La notizia è nata da internet,  da un ottimo sito francese dedicato alle notizie sull’arte, letribunedelart.com,  che pubblica on line il 27 gennaio un editoriale dal significativo titolo “Secret Louvre”, firmato da Diedier Rykner che pone degli interrogativi intorno a dei prestiti di opere, 185, dal Louvre all'High Museum di Atlanta per poco meno di un anno.

Rykner  è  molto critico sull'operazione e denuncia "il decentramento e la mondializzazione delle opere". Ed afferma che è lungi dall'essere il solo a pensare così: "L’ottanta per cento dei conservatori di beni culturali, storici dell'arte ed universitari, in Francia si sono opposti a questo tipo di partenariato."

La polemica poi si  è allargata ai quotidiani, prima francesi poi anche a quelli italiani.

Oggi infatti da noi la riportano La Nazione  il Carlino, il Giorno e sembra destinata a suscitare polemiche anche qui. La stessa Ansa la riporta oggi dicendo “… il Louvre conservava un discreto silenzio a riguardo. Forse perché la notizia avrebbe fatto storcere il naso a molti. Ed, infatti, non appena il museo parigino ha confermato le opere in prestito, la polemica è scoppiata: il Louvre è accusato di privare il suo pubblico di grandi capolavori per una questione di soldi. Tredici milioni di euro per l'esattezza.”

Poi, letribunedelart.com fa di più: mette on line  quasi tutte le foto dei pezzi, (chi vuole le trova nel sito), così come comunicate dal servizio stampa del museo americano e stigmatizza come la notizia sia invece in Francia coperta da un assurdo segreto, osservando che “ Mais conserver secrète une telle opération supposerait des procédures dignes de la C.I.A”.

Così, scorrendo le foto, troviamo fra gli italiani II "Ritratto di Baldassar Castiglione" di Raffaello, ma anche Guido Reni, Pietro da Cortona e per le sculture Algardi (copia), Francesco Susini. Poi un elenco di dipinti  dai nomi importanti: Murillo, Poussin, Rembrandt, Fragonard, Chardin, Van Loo, Lancret, Le Brun.

Il resto del prestito è costituito da arredi, porcellane, maioliche, bronzi, arazzi,  mobili e disegni.

Belli, ma  pochi i pezzi sconvolgenti. Il meglio è certamente nei dipinti. Ma al Louvre non ci si annoierà certo, comunque.

Si consolino comunque i francesi: si accenderebbe polemica anche da noi, all’insegna retorica “che la cultura non deve avere a che fare col denaro, che con tutte le tasse che si pagano, se tocca poi affittarsi l’arte vuol proprio dire che siamo alla frutta…”

Meglio affittare o meglio incrociare le dita perchè il mercoledì si giochi molto al Lotto o magari sperare che nella denuncia dei redditi gli italiani si ricordino di quella casellina dell’per mille in cui c’è anche lo Stato che a malapena ce lo ricorda (e da cui ai Beni Culturali arrivano dei fondi)?

Bene: se qualcuno vuole attirarsi critiche da noi, porti pure avanti una cosa del genere: quelli pronti a gridare allo scandalo non mancano certo.

Ma ai privati, collezionisti, Fondazioni bancarie , Fraternite dei Laici, Opere Pie, organizzazioni antiquarie, a quelli che potrebbero mettere insieme anche molto, molto di più di 185 opere, di grande qualità ed altissimo livello, in tutti i campi, degne di essere esposte in affitto per un annetto in un museo, americano, russo o cinese, questa notizia dovrebbe mettere in moto qualcosa. E magari quelle opere, anche se notevoli, avrebbero il pregio di essere in gran parte poco note e quindi avere un appeal di maggiore attrazione, proprio perché non pubbliche, quindi non visibili ogni giorno in un museo.

Si può pensare ad una tournee di opere d’arte da collezioni private italiane? Perché no? Visto che lo Stato ha tanta difficoltà a muoversi, lo facciano i privati. Perchè il turismo ed il made in Italy si muovono anche andando noi a farci vedere,  e non semplicemente aspettando a casa.

E soprattutto perché i collezionisti meritano di essere remunerati per le loro capacità.

PierLuigi Puglisi

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