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              In corso a Castel Sant’Angelo

                                      I riflessi

                        del vino

                                nell’arte                                    di Isabella de Stefano Giannuzzi Savelli

 

La mostra Riflessi divini, promossa dalla Soprintendenza per il Polo Museale Romano,  attualmente in corso a Castel Sant’Angelo ma destinata a toccare sedi espositive di tutto il mondo, da Mosca a Las Vegas a San Francisco dimostra ancora una volta, in un’epoca globalizzata come la nostra, l’importanza sovranazionale che la cultura del vino ricopre, pronta  a varcare con disinvoltura ogni tipo di barriera culturale, geografica o politica.

Ovvio dirlo, ma non si tratta di una mostra come tante, se non altro per il tema che affronta e anche per gli oggetti che espone.

    

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fin dall’inizio della mostra il visitatore è sedotto da un percorso espositivo denso di effluvi e profumi inebrianti, quasi da assedio dei sensi, dove a fatica scorgerà quei capolavori e quei pezzi “di richiamo”, che ormai i nostri occhi viziati sono abituati a trovare nelle numerose esposizioni degli ultimi tempi.

 

A parte infatti alcune eccezioni, come lo straordinario olio su cartone di de Chirico e alcuni quadri di caravaggeschi italiani e francesi, il nostro occhio rimarrà forse più colpito dalle splendide e raffinate incisioni provenienti dalla Fondazione Lungarotti di Torgiano e da tutta una serie di oggetti “da amateurs” come gli splendidi “bevi se puoi”, le raffinate porcellane di Meissen e gli antichi torchi, che ricostruiscono e raccontano gli sviluppi storici e iconografici che la cultura del vino ha avuto nei secoli: da elemento profano come episodio protagonistico della festa o della sagra a bevanda miracolistica per eccellenza, icona perenne della sacralità nell’Ultima Cena oppure della benevolenza nelle Nozze di Cana.

In una congerie di oggetti così eterogenei per qualità e storia, è intelligente la scelta di suddividere la mostra in quattro sezioni tematiche, che guidano il visitatore alla scoperta degli attraenti misteri dionisiaci.

 

Nella sezione Vino e Società  il vino è calato nella quotidianità della vita comune; unito indissolubilmente al momento del piacere e del cibo ( N. Tournier; Bevitore con fiasco; G. Traversi, Ragazzo con fiasco e bicchiere di vino; O. Amato, La cuoca) è l’epicentro della convivialità e della follia collettiva, ma anche la carica vitale e profana che ritroviamo nell’ebbrezza di un brindisi (N. Tournier, Soldato con calice), o nella spensieratezza di un incontro serale intorno alla tavola (O. Amato, Il pane).

 

Il vino però non è soltanto il tema centrale della convivialità, ma anche dell’eros e dell’allegoria d’amore, come ci mostra la parte dedicata a Dioniso, Bacco e il mito, dove trionfa il Bacco di Giorgio de Chirico, che nella forza vorticosa della materia cromatica, descritta dalle lingue aggressive di un pennello denso e pastoso,  celebra quel dio così amato dagli uomini, datore di gioia e largitore di oblio.

 

 

Ancora di de Chirico le incisioni Natura morta con paesaggio roccioso e Bicchiere, uva e fichi, dove anche gli elementi più comuni di una natura morta sono carichi di un’intensità, di una solenne sospensione che parlano un linguaggio dichiaratamente metafisico.

 

Nella sezione delle Sacre Scritture invece il vino è al contrario innalzato in una dimensione trascendente, dove  l’ottica religiosa cristiana si manifesta nel prodigioso miracolo del sangue di Cristo: ecco che allora il vino è ancora il protagonista divino dell’Ultima Cena di Valentin de Boulogne e delle Nozze di Cana di Vittorio Maria Bigari, dove l’elemento conviviale è ormai scomparso per essere sostituito dalla dimensione di una sacralità solenne e perpetua.

Una mostra che può sollecitare l’interesse di un pubblico vasto anche senza la presenza di sublimi capolavori, riservata non solo a storici e appassionati d’arte, ma anche a tutti coloro che hanno fatto della cultura enogastronomica l’oggetto dei propri interessi, dei propri piaceri e perché no, dei propri affari.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Notizie utili:

Roma, Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo

Fino al 15 gennaio 2006

Martedì-domenica: 9.00-19.00

 

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